#Freedomto

“Non c’è niente di più commovente della speranza di un popolo che esce dalle tenebre e torna alla luce. È in momenti come questo che ci accorgiamo di quanto il genere umano, al di là delle frontiere, delle razze e delle religioni, condivide la stessa aspirazione verso la libertà, la giustizia, la democrazia e i diritti umani, valori universali che ognuno di noi porta dentro di sé.”
Così il giornalista Bernard Guetta, celebra l’elezione del premio nobel Suu Kyi a presidente della Birmania che,dopo anni di dittatura militare, ha visto, la settimana scorsa, i suoi abitanti recarsi alle urne. Guetta, esalta l’aspirazione del genere umano verso la libertà; l’uomo,infatti,è nato libero e nessuno può privarlo della sua libertà. Siamo liberi di pensare,liberi di amare, liberi di vivere,liberi di essere, non siamo,invece, liberi di agire perché nessuno agendo è libero di danneggiare nessun altro, e se qualcuno dovesse subire un torto non è libero di farsi giustizia da solo, perché la libertà non ha prezzo e noi non siamo nessuno per farci giustizia da soli privando il nostro ‘malfattore’ della sua libertà di vivere.
Forse ho usato troppo liberamente la parola libertà, apparendo un po’ paranoico, ma in realtà ho sfruttato soltanto una mia libertà! La libertà di espressione. O forse no, forse parlando della libertà sono semplicemente diventato schiavo del mio pensiero. Il problema non è se sono diventato schiavo del mio pensiero, il problema è se quello che reputo il mio pensiero sia veramente tale. Basta guardare il mondo dall’alto per rispondere; siamo tutti vestiti allo stesso modo; facciamo tutti le stesso cose; siamo quelli che non si fermano alle precedenze ma alle apparenze;siamo tutti figli della scienza pronti a considerare la religione come un qualcosa di obsoleto ma siamo anche pronti a chiederle aiuto quando ne abbiamo bisogno; siamo, proprio come dice un cantautore italiano, ‘una generazione bho’.Siamo pronti a sostituire il minuto di silenzio con il minuto di silenziatore,perché nella società in cui il tempo è denaro, perdere tempo ed energie usando le parole è meno comodo di condivere una nota su What’s App. Ormai non seguiamo i punti di riferimento ma siamo sempre alle prese con i punti interrogativi. In questa società che tende a strumentalizzare tutto anche ‘sorella libertà’,come la chiamava Che Guevara, è stata strumentalizzata; quella stessa ‘sorella’ per cui Gandhi, Mandela e la stessa Suu Kyi hanno lottato è diventata soltanto uno slogan pubblicitario che affianca la parola diritto. Tutti rivendicano il diritto di essere se stessi ma purtroppo nessuno lo esercita.
Ma in questa società incoerente, in questa società schiava della massa e delle lobby, in questa sicietà che reclama libertà, senza poi comprendere in toto cosa essa sia veramente, l’unica speranza è che ci sia ancora qualcuno pronto ad esarcitare una libertà fondamentale;la libertà di andare controcorrente.
Articolo scritto da Giovanni Maria Macca
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