Il buio non fa per noi
Cento anni fa, proprio in questi giorni, Albert Einstein metteva a punto quella che sarebbe stata presto conosciuta in tutto il mondo come Teoria della relatività. È in onore di questa e di altre importanti ricorrenze che ruotano nello stesso ambito che l’Onu e l’Unesco hanno proclamato il 2015 Anno internazionale della luce, con l’intento di sensibilizzare sull’importanza della luce negli ambiti dell’energia, della tecnologia, dell’istruzione, delle telecomunicazioni ed anche dello sviluppo stesso della vita intesa come realtà sociale e personale.
Partiamo da una definizione: la luce è la parte di onde elettromagnetiche percepibili dall’occhio umano, attraverso la ricezione di stimoli che ci permettono di ricostruire perfettamente una visione dell’ambiente che ci circonda. Con la luce possiamo muoverci nello spazio con libertà e sicurezza, comunicare e portare a compimento una serie innumerevole di azioni che, di solito, diamo per scontate.
La nostra stessa vita sulla Terra è possibile grazie alla luce del sole: non saremmo in grado di vivere con una radiazione luminosa di una lunghezza d’onda differente da quella che percepiamo. Questo perché radiazioni di energia solo un po’ superiori distruggerebbero le molecole di DNA di cui siamo composti, rompendone i legami. Un’adeguata esposizione alla luce solare, inoltre, ha effetti benefici a livello fisico e persino in campo patologico.
Dall’alba dei tempi la metafora della luce accompagna l’uomo attraverso il suo percorso nei secoli. Luce della conoscenza, luce divina e quindi simbolo di santità, luce del progresso, luce come metafora del sapere, dell’evoluzione, del cammino spirituale, luce nell’arte, luce della ragione che si ricollega all’illuminismo. E’ l’infrangibilità del rapporto uomo-luce a guidare le architetture dell’architetto Le Corbusier ; nella Commedia di Dante, il Paradiso del poeta è invaso da una luce purissima, emblema dell’intelligenza spirituale in un crescendo luminoso che trabocca da ogni verso.
La luce è componente essenziale della nostra vita, specialmente sotto il punto di vista psicologico, se è vero che come terapia per la SAD, disturbo che causa depressione durante i mesi invernali, si consigliano i “bagni di luce”. Nei paesi nordici, inoltre, durante i periodi dell’anno con pochissima luce, è più alto il tasso di suicidi; per prevenire questi effetti, l’illuminazione stradale è più intensa ed è consigliata la “luce-terapia”. In più esperti NASA hanno trovato un nesso fra perdita di funzioni cognitive e insufficiente tempo di esposizione al sole. È perciò chiaro come la luce sia indispensabile per la nostra esistenza, soprattutto a livello mentale pur senza arrivare agli eccessi dei breathariani, che dichiarano di essere in grado di sopravvivere senza mangiare né bere, e di nutrirsi respirando prana (energia vitale) e anche energia della luce solare: ma ciò non è mai stato dimostrato ed anzi è considerato assolutamente impossibile dal punto di vista medico.
E torniamo al discorso iniziale. La luce è stata uno dei più incisivi fattori per l’evoluzione dell’umanità e di tutte le scoperte ed innovazioni più importanti nella storia. Come dice Massimo Inguscio, presidente dell’istituto nazionale di ricerca in Metrologia, «La luce è legata all’intero sviluppo della scienza. Basti pensare alla luce delle galassie, che permette di risalire indietro nel tempo nella storia dell’universo, o al fatto che comprendere la natura della luce sia sempre andato di pari passo con la scienza, dalla teoria della relatività alla fisica quantistica». Parole illuminanti – è proprio il caso di dire – che ci fanno comprendere, ancora più profondamente, il ruolo fondamentale che la luce ricopre da sempre all’interno della nostra esistenza, eterno punto fermo della nostra realtà, dall’esplosione del Big Bang alla fine dei tempi.
Articolo scritto da Giorgia Fumarola, Giorgia Gemma, Sara Russo
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