E’ libero chi conosce
Un profluvio di ragazzi popola le strade al mattino, ragazzi dai volti disfatti che marciano verso la ”prigione”. Le celle si popolano di volti ansiosi e annoiati che fissano il vuoto o la campana in attesa che essa annunci loro la libertà, che li liberi dall’occhio vigile degli sbirri che annotano le loro pene per poi condannarli.
E’ questa la scuola secondo i giovani del XXI secolo, gli uomini del domani, la base di una società carente di valori, quei valori che proprio tra quelle ”sbarre di ferro” dovrebbero nascere e prendere forma. Basti pensare ai greci, che consideravano la scuola parte del loro tempo libero, un tempo in cui si aveva il privilegio di ricrearsi, valorizzarsi e conoscere, diventare uomini liberi.
Cosa può aver annientato questo sano modo di guardare all’istruzione? Cosa impedisce di considerarla il mezzo più efficace per fare della propria vita un viaggio che conduce a ricche mete da raggiungere attraverso scelte libere? Cosa induce i ragazzi a negare a sé stessi il diritto di conoscere, di progettare un futuro ricco e fruttifero?
Senza dubbio giocano la loro parte l’assenza di dialogo tra i banchi, la poca libertà di espressione, l’assenza di ascolto in larga parte e la mancanza di passione in molti di coloro che insegnano. Ciò comporta negli alunni l’acquisizione in maniera passiva di nozioni apparentemente inutili e insignificanti da imparare a memoria allo scopo di essere valutati con un numerino sulla carta dal quale, in molti casi, dipende l’intera carriera scolastica.
Ma vale la pena trascorrere intere giornate sui libri al solo fine di imparare a memoria concetti, dati e date così da poter rispondere ad un’eventuale domanda dell’insegnante?
Immaginiamo una scuola in cui i ragazzi aspettino ansiosamente l’inizio delle lezioni, in cui alunni ed insegnanti si sentano in famiglia, una famiglia in cui cooperare e dare il meglio di sé diventi l’attività principale, in cui la lezione non sia caratterizzata dalla semplice spiegazione di un argomento, in cui il tempo non costituisca un nemico contro cui lottare per svolgere un intero programma prestabilito. Immaginiamo delle interrogazioni in cui gli insegnanti dimentichino di porre domande al fine di riempire uno spazio bianco su un registro e ascoltino con le orecchie di chi ha ancora qualcosa da imparare, gli alunni dimentichino di esprimersi per essere giudicati e parlino con la voce di chi ha voglia di far conoscere ciò che tra le righe ha appreso. Immaginiamo delle lezioni in cui l’obbiettivo principale no sia quello di sapere ciò che è stato, ma di imparare da chi ci ha preceduto e da ciò che è venuto prima, raccontare individualmente il modo in cui i grandi ci parlano attraverso le righe e coglierne l’essenza. Una scuola in cui la letteratura non venga considerata un insieme di versi da imparare a memoria nè artifici retorici da riconoscere, bensì parole di uomini che come noi hanno amato, sofferto e temuto, vissuto e imparato, che hanno qualcosa da dirci sulla loro vita, che hanno inciso su un foglio ciò che il loro animo nascondeva. Immaginiamo una scuola in cui tutti gli studenti inizino a meravigliarsi, immaginiamo che nei ragazzi nasca la voglia di conoscere per conoscersi, scoprirsi, una scuola in cui venga abbattuta la barriera che separa gli insegnanti dai ragazzi e impedisce di dare loro la chiave che apre numerose porte e di far nascere in loro la voglia di leggere così che lo facciano senza imposizioni, ma per propria scelta.
Non è un paradosso, è ancora possibile. E’ possibile far riemergere una nave sommersa, estrarre un relitto dal fondale e farlo vivere nuovamente, basta crederci. Le celle della prigione possono ancora trasformarsi in vasi preziosi in cui coltivare con cura piante pronte a diventare maestosi alberi, possano trasformarsi in agorà in cui si aspetta con gioia di riunirsi per costruire insieme.
Crediamo ancora in una scuola che educhi, che tiri fuori il meglio di ciascuno, che istruisca e meravigli. Conosciamo, perché conoscenza e libertà si tengono per mano.
Articolo scritto da Ylenia Sangiorgio
Stile: 8
Originalità: 8
Messaggio positivo: 8
Cogitabilità: 8