La solidarieta’? Una ricchezza

TR08_novembre_1Solidarietà, meravigliosa parola usata ed abusata ma della quale, viene da chiedersi, si conosce realmente il significato?

Comprendere, aiutare, amare e prodigarsi sono tutti verbi che ben delineano e definiscono questo valore antico, ma purtroppo raro, che tanto invece servirebbero alla società globalizzata in cui noi oggi viviamo o, come spesso capita, sopravviviamo.

Sin da piccoli siamo abituati a sentirci dire dagli adulti che bisogna aiutare i più deboli, chi è più fragile, ma chissà perché poi, crescendo, tutto ciò non solo viene dimenticato, ma addirittura guardato con distacco e disprezzo.

Tutta colpa della vita frenetica e dell’egoismo? In parte sì. Infatti la vita di tutti i giorni ci impone tempi e ritmi che poco spazio lasciano alla riflessione e al contatto umano che insieme porterebbero sicuramente ad atteggiamenti più solidali e meno egoistici.

In un mondo dove etnie, religioni e culture diverse stanno imparando, non senza grosse difficoltà, a convivere e dove la solidarietà fa a volte solo capolino, per poi scomparire dietro facili obiezioni, forse dovremmo fermarci un attimo e ricordare di essere tutti uguali, con le medesime necessità e speranze e che aiutare chi in quel momento ha bisogno non vuol dire perdere qualcosa ma, al contrario, guadagnare in dignità e rispetto per se stessi.

Vogliamo parlare poi dello spirito di competizione che anima da sempre l’uomo, ponendolo in una continua lotta per primeggiare sugli altri?

Se tutto rimane nella dimensione di sana competizione, può anche essere utile per stimolarci e fare progressi ma, come purtroppo spesso accade, se la contesa diventa negativa, volta solo a prevalere sugli altri, a primeggiare e far sfigurare il prossimo, la solidarietà viene sostituta dall’odio ed è lì che l’uomo perde l’ennesima occasione per essere considerato degno di essere tale.

All’inizio si parlava anche di abuso della parola solidarietà, in che senso?

Sempre più spesso assistiamo ad una vera e propria corsa da parte di artisti e cosiddetti Vip a prestare il proprio volto per raccolte di fondi a scopo benefico, come costruzioni di ospedali, fondazioni centri di ricerca e fin qui tutto bene.

Il problema sorge quando poi si scopre che dietro c’è solo un interesse personale a promuovere la propria immagine, spesso facendosi anche pagare laute ricompense o, come capita nelle trasmissioni televisive, far guadagnare gli sponsor grazie all’aumento dell’indice di ascolto.

Questa non è vera solidarietà! Lo è nel momento in cui chi la compie lo fa senza alcun tipo di interesse o tornaconto, nell’anonimato, spinto solo dall’amore per il prossimo meno fortunato.

I veri eroi della solidarietà li troviamo tra la gente semplice, tra coloro che compiono giornalmente gesti spontanei in aiuto del prossimo senza nulla aspettarsi in cambio.

Pensiamo ai ragazzi a scuola che aiutano un proprio compagno in difficoltà, ai volontari che ogni giorno, magari dopo aver svolto il proprio lavoro, si mettono al servizio dei più bisognosi, a chi effettua adozioni a distanza o a chi offre un pranzo caldo a chi mendica per strada.

Basta poco, a volte anche un sorriso o una stretta di mano, ma la cosa importante è che tutto ciò sia fatto con sincerità e amore, sentimenti questi che, vi assicuro, sono in tutti noi!

Articolo scritto da Eleonora Schifa

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