Sport, Dry Martini e leggerezza, il segreto della felicita’

TR10_novembre_1Classe 1932, un vecchietto bassino ed esile ma che quando parla travolge tutti con il suo entusiasmo. Così Arrigo Cipriani, proprietario dell’Harry’s Bar e scrittore, si è presentato all’evento “Mangialibri” il 24 ottobre nella sala pinacoteca della chiesa della SS. trinità di Chioggia, in cui ha presentato il suo ultimo libro. Stupdt o l’arte di rialzarsi da terra (2014, Feltrinelli), il meno autobiografico, che rivela per  la vera essenza dell’autore.

Stupdt sta per stupidate, così definite, dallo stesso Cipriani, le sue brevi raccolte di racconti che all’apparenza possono sembrare stupidate, ma che in realtà celano critiche e impressioni di un uomo che nella vita non si è fatto mancare nulla.

“La vecchiaia incomincia quando dichiari con una certa vanità i tuoi anni in attesa dei complimenti che il tuo interlocutore ti farà” scrive Cipriani, e sembra averne fatto il suo motto: si dedica alla ginnastica mattutina (2 ore) e si concede due o tre Dry Martini al giorno, non si impone diete e vive con spensieratezza. La vera arte di rialzarsi da terra consiste essenzialmente in questo, vivere con leggerezza per arrivare alla felicità.

Questo suo atteggiamento di fronte alla realtà che lo circonda emerge sicuramente fin dalle prime pagine del suo ultimo libro, in cui si affrontano i temi più vari come rapporti umani tra marito e moglie, tra amanti, come l’essenza della vita, la vecchiaia, la religione.

Quest’ultima è affrontata sotto forma di dialogo tra Dio e Buddha con una leggerezza tale, da apparire, a primo impatto, appunto, una stupidata.

Dio è presentato come un essere vendicativo, iracondo, che cerca disperatamente di apparire facoltoso agli occhi di Buddha, arrivando a dire di aver inventato la felicità, pur non avendola realmente mai conosciuta. Buddha lo schernisce e rimprovera mentre Dio riversa le sue frustrazioni su Caino.

Dichiaratamente non credente, Arrigo racconta in questo breve e semplice dialogo il suo disappunto verso la religione stessa, mettendo in evidenza la natura, a suo parere, vendicativa del Dio cristiano.

L’unica cosa in cui crede è la libertà, di scegliere, di parlare, di agire. È un uomo che critica spesso, anche al di fuori dei suoi libri.

Si è scontrato con i grandi chef della televisione, che egli ritiene più che altro dei grandi esibizionisti ed è sfavorevole alle segreterie telefoniche. ” Ci hanno tolto un punto all’albergo perché al telefono non diciamo: Cosa posso fare per lei? Che diamine, un bar e un hotel è chiaro che è al servizio di chi chiama”. Secondo Cipriani le segreterie raffreddano il rapporto con il cliente. Ogni cliente ha diritto ad un’accoglienza degna, non si accettano prenotazioni e i vip non sono esenti dalle poche regole del locale né ricevono trattamenti speciali, perché “l’importante è che l’ospite, chiunque sia, torni”. Sono questi gli elementi che hanno reso l’Harry’s Bar un locale di lusso, seppur nella sua semplicità. E Cipriani una leggenda.

In effetti non pu  che essere considerato tale, una leggenda. Al vederlo tutti si augurerebbero di arrivare alla sua età con la stessa energia e di riuscire a vivere a pieno come questo vecchietto bassino ed esile. Hemingway, Woody Allen, Montale, Cipriani sembra accogliere dentro di sé anche le vite di questi personaggi e non manca di trasmetterle al pubblico, che, a fine serata, nonostante abbia superato gli ottant’anni non pu  che affermare ” Che bene che sta”.

Articolo scritto da Marta Vianelli

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