Ne hanno fatto un film?
Ѐ seduto su una panchina, sulle scale, sdraiato sul letto o sul divano; certe volte, caso raro, lo trovi anche tra i banchi di scuola, magari con il telefonino sotto il banco per non farsi vedere, e ti viene da chiederti con chi stia messaggiando di così importante.
Se non fosse che non sta messaggiando, e quel sorriso, quell’espressione preoccupata, tesa, quella concentrazione, non è da attribuire a una persona in carne ed ossa, ma ad un “ammasso” di carta e inchiostro, o, ultimamente, di pixel che un tempo si chiamava “libro”!
Pixel, perché ormai i libri non sono più solo quelli rilegati con cura, stampati, con le copertine colorate e i titoli leggermente in rilievo, quelli che, per quanto li puoi tenere bene, per quanto puoi farci attenzione, avranno sempre qualche piega.
Certo, quelli ancora sono tanti, la maggior parte, ma ora ci sono altri mezzi per leggere: e-book readers innanzitutto oppure i semplici cellulari o tablet!
Ci sono mille modalità, e probabilmente anche molta più scelta di libri rispetto allo scorso decennio. E allora perché i ragazzi che leggono sono così pochi?
Perché quel ragazzo nascosto sotto il banco ormai è quasi una rarità, una cosa strana e sconvolgente, al punto che in una classe si possono contare sulle dita di una mano i lettori appassionati ed indipendenti?
Perché è così, i lettori li conoscono tutti, sono subito individuati, soprattutto in classe.
Però sono una minoranza, secondo l’Istat meno del 50% di tutti i ragazzi, per non parlare degli adulti!
Ci sono gli amici, la scuola e lo sport, i corsi pomeridiani e i compiti: per leggere un libro ci vuole tempo che non abbiamo; tanto se è un libro che merita poi ne faranno un film, o no?
Tanti libri vengono “tradotti” in film, saghe per ragazzi e non solo, ma siamo proprio sicuri che questi alla fine siano meglio dei libri, o se non migliori, allo stesso livello? Siamo sicuri di poter rendere gli stessi sentimenti, le stesse emozioni?
È vero che ci sono film al di sopra dei libri, ma sono talmente pochi che non fanno “testo”.
Che poi, chi ha la pazienza di mettersi lì a leggere? Pagine e pagine di parole, almeno servissero a qualcosa!
E invece niente, non servono, ci si annoia dopo poche pagine, è solo una perdita di tempo, e se a te invece piace è strano, c’è qualcosa che non torna.
Gli adulti dovrebbero istigarci alla lettura, no? Dovrebbero essere loro a dare il buon esempio e invece sono i primi a volte a bistrattarla, i primi a dirci “smettila con quel libro lì, pensa alla vita vera!”; e poco conta che gli insegnanti ci assegnino libri per le vacanze: diciamoci la verità, non li legge nessuno.
Quei libri per le vacanze, libri strani, spesso e volentieri noiosi, che sono visti come un dovere, l’ennesimo compito, quando in vacanza si vorrebbe riposarsi. E allora la voglia di leggere è ancora minore, ci si annoia ancora più velocemente, si ha ancora meno tempo.
Dunque, se da soli non leggiamo, e quando ce lo dicono gli altri perdiamo interesse, come uscire da questa situazione?
«Se non ti piace leggere, non hai trovato il libro giusto» dice J.K. Rowling, e lei dovrebbe saperlo, è un’esperta: dopotutto ha scritto la saga fantasy più famosa al mondo. Ma il “libro giusto” come si trova? C’è una guida? Chi l’ha scritta?
Ma soprattutto, ne hanno fatto un film?
Articolo scritto da Roberta Mazzaglia
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