Specchio specchio delle mie brame, chi e’ la piu’ bella del reame?
Cosa può spingere una ragazzina di soli dodici anni, appena entrata nel travagliato mondo dell’adolescenza, a decidere che quella sera un volo senza ritorno dal terzo piano di un palazzo nel centro di Torino possa essere sicuramente meglio che affrontare la cena?
La bambina si chiamava Anna, soffriva da tempo di anoressia e la scorsa domenica ha deciso, con il suo gesto estremo, di porre fine alle sue sofferenze. L’anno precedente era stata ricoverata in ospedale per tre mesi, sottoposta a pasti assistiti e a psicoterapia. Anna sfortunatamente non era la prima e non sarà certamente l’ultima a soffrire di disturbi alimentari: l’età media dei giovani che mostrano i primi segni di anoressia o bulimia è scesa drasticamente, fino ad arrivare a malapena dieci anni. Ma cosa porta bambini e adolescenti a infliggersi una privazione così grande come la rinuncia del mangiare? Le risposte sono molteplici. Spesso si tratta di una reazione ad un momento particolarmente arduo nella vita di questi individui, come una vita familiare difficile, o un lutto, o la mancanza di un amico o di una persona cara. Non è poi così strano che proprio gli adolescenti siano i “bersagli” più facili, in quanto sono nel pieno della loro giovinezza, alle prese con i primi amori, la scuola, la famiglia, e tutte le gioie e le sofferenze che questi comportano. È fondamentale durante l’adolescenza potersi sentire accettati dai propri coetanei, e spesso proprio da questo desiderio di piacere agli altri, di sentirsi ammirati, nonché da una profonda insicurezza interiore, nasce la disperata ricerca di essere più bravi e più belli degli altri. In particolar modo sono le ragazze ad essere vittime di disturbi alimentari, e generalmente (anche se magari non si direbbe) sono liceali con ottimi risultati a scuola, una spiccata tendenza a voler controllare maniacalmente ogni aspetto della propria vita e a non voler deludere mai nessuno.
Ci sono casi invece in cui l’anoressia e la bulimia nascono da un concetto di bellezza portato all’esasperazione. E al giorno d’oggi “bellezza” malauguratamente rima con “magrezza”. Una gracilità innaturale e insana, ricercata ossessivamente, tanto da far diventare la perdita di peso una vera e propria sfida, una gara contro sé stessi, e talvolta contro altre persone che aspirano allo stesso obiettivo. Fanno rabbrividire le conversazioni di alcune ragazze che su un blog non solo si scambiano consigli e trucchi su come perdere peso più velocemente e senza dare nell’occhio, ma addirittura gareggiano l’una contro l’latra per vedere chi tra loro riuscirà a dimagrire più in fretta. E il premio, alla fine, qual è? Una parte del loro subconscio probabilmente lo sa, perché l’anoressia è un po’ come una droga: non si può smettere da un giorno all’altro, riprendere a mangiare seguendo una dieta adeguata, anzi, quando si realizza di tutto il male che ci si è fatti spesso è troppo tardi, si ha già superato il punto di non ritorno.
È di conforto sapere che, nonostante tutto, ci sono donne che si sono messe in gioco dando vita a campagne di sensibilizzazione per combattere l’anoressia e la bulimia, soprattutto tramite servizi fotografici molto d’impatto. Nella speranza che, un giorno, nessuna ragazza e nessun ragazzo guardandosi allo specchio senta di dover farsi del male pur di essere il più bello del reame.
Articolo scritto da Francesca Sartori
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