La teoria del tutto

TR04_novembre_1“E se invertissi il tempo per vedere che cosa è successo all’origine del tempo? Mando indietro l’orologio”.

Questa frase, riassume il pensiero, i desideri e i sogni di un grande luminare della nostra epoca, forse il più grande scienziato e fisico successivo al relativismo einsteiniano: Stephen Hawking. Lo scienziato di Oxford dedicò tutta la sua vita alla ricerca della soluzione di quella singola equazione, di quella incognita “x” che potesse spiegare la relazione tra spazio e tempo e che fosse in grado, quindi, di dare una risposta alle grandi domande che assillano l’uomo fin dall’’alba della civiltàà: ‟Qual è il vero significato della nostra vita, della nostra esistenza e dell’’universo che ci circonda? Esiste un Dio? Esiste un Creatore che abbia generatore il mondo in funzione dell’’uomo?”.

Fin dall’ età più antica, filosofi, intellettuali si sono sempre sforzati di arrivare alla comprensione dell’ordine che regola il mondo, alla ricerca del principio primo e del fine ultimo della vita. I primi filosofi della storia Greca individuarono in alcuni elementi naturali acqua, fuoco, aria e addirittura nell’atomo, il principio generatore di tutte le cose. I filosofi successivi lo individueranno in un’entitàà divina chiamata ‟logos”. Anche i due grandi colossi della Filosofia Greca Platone e Aristotele ci parleranno di un mondo soprasensibile, incorruttibile, immutabile. Questa continua ricerca dell’infinito, del soprasensibile ha interessato non soltanto il campo della scienza e della filosofia ma anche quello dell’arte, della letteratura. Lo scienziato che studia e si interroga è il pastore errante di Leopardi, che volge un grido di malinconica e insoddisfatta ricerca di fronte ad un universo comprensibile ma privo di fine Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna? Questo stesso desiderio di senso e di propensione verso l’infinito, riecheggia anche nei versi di Montale sotto l’azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai perché tutte le immagini portano scritto: ‟più in là!

Stephen Hawking cercò di dare una risposta a queste domande, avanzando ipotesi sui buchi neri all’origine dell’universo, scoperta che lo ha reso celebre agli occhi del mondo. Ma nel corso della sua vita dovette combattere contro un altro “buco nero”, molto più grande e molto più oscuro, destinato a risucchiare, non la luce o la massa di una qualche galassia lontana anni luce, ma la sua stessa vita. È il 1962, l’anno in cui gli venne diagnosticata un’atrofia muscolare progressiva (nota come ALS), patologia che comporta un deterioramento dei nervi che controllano l’azione muscolare volontaria e che lo porteràà alla permanenza forzata su una sedia a rotelle. Ciò segneràà completamente la sua vita, ma il cosmologo di Oxford nonostante tutto non perderà mai un grammo della sua voglia di vivere. Sarà proprio l’Amore nei confronti di una giovane studentessa di lettere Jane, che gli consentirà di andare avanti. La loro storia sarà una bellissima favola proprio perché vera. Insieme dimostreranno come l’“amore”, se autentico, possa ergersi ben oltre le barriere della fisica e della scienza e faccia affrontare e vincere tutti gli ostacoli che la vita ci presenta. Ateo convinto, dimostreràà di aver saputo mettere in pratica in vita una fede pervicace nell’esistenza e nelle capacità umane, degne del miglior credente.

Non sappiamo se ci sia realmente un Essere a noi superiore che si diletti a mescolare i dadi della nostra esistenza, comprendiamo solo che c’è un grande mistero che non riusciamo a spiegare perché, come afferma Roberto Benigni, ”la vita è molto più di quello che possiamo capire noi, per questo resiste!” Stephen Hawking probabilmente non è arrivato a spiegare completamente il mistero della nostra esistenza e a dare una risposta al grido del pastore errante di Leopardi, ma si è reso conto, nel corso della sua vita, che è proprio davanti all’incomprensibile e all’infinito che l’uomo si riconosce tale, comprendendo la propria natura e la bellezza di ciò che lo circonda e che la vita è un dono e, come tale, va custodita e amata, in qualsiasi circostanza.

Articolo scritto da Giuseppe Currao

Stile: 3
Originalità: 2
Messaggio positivo: 2
Cogitabilità: 2

Commenti
Back to Top