Il futuro e’ nelle nostre mani

TR04_novembre_2≪Vivere tranquilli è una delle massime aspirazioni dell’uomo, lo era a quei tempi e probabilmente lo è anche adesso≫ è così che Susanna Tamaro esordisce in una delle sue meravigliose pagine.

Chi, infatti, non è alla ricerca di stabilità ed equilibrio? E principalmente, chi non ha bisogno di certezze?

Sono questi tutti fattori dai quali la tranquillità, cui abbiamo accennato poc’anzi, non può prescindere! È su questi pilastri che ciascuno cerca di porre le basi per dare ordine alla propria quotidianità, e sono proprio questi i fattori di cui il nostro presente poco dispone. Il nostro è infatti un mondo regolato dal disordine e di conseguenza dall’instabilità, dalla discordia e dalla corruzione che logorano il frutto di un lungo e travagliato passato, un passato senz’altro fecondo e che è fonte di tutte le ricchezze di cui disponiamo oggi, in qualsiasi ambito; un passato che, seppur segnato da violenze, ha lasciato una traccia sicuramente migliore rispetto a quella che del nostro presente avranno gli uomini del domani.

Non ci si sofferma spesso a pensare che la storia, che funge da monito e che noi oggi studiamo tanto minuziosamente, è stata determinata dalla vita di chi ha voluto impiegare il proprio tempo per rendere più ospitale il luogo in cui viviamo noi oggi, per progettare e costruire. Non riflettiamo mai abbastanza sul fatto che noi, che spesso ci poniamo con accidia nei confronti di ciò che ci sta attorno, noi che lasciamo fare agli altri, imitandoli se proprio decidiamo di muoverci, proprio noi possiamo essere promotori di una piccola rivoluzione che porterebbe ad un grande cambiamento; sicuramente possiamo, attraverso piccole azioni doverose, rendere migliore la realtà nostra e quindi la società che ci circonda.

I nostri giorni sono una continua corsa verso obiettivi che pretendiamo di raggiungere senza sacrificio. Crediamo che tutto ci sia dovuto e che ogni mancanza dipenda dall’incompetenza o dalla scorrettezza degli altri. E noi? Noi cosa siamo disposti a dare? Rivendicare i propri diritti senza attuare i propri doveri non basta per dare un volto nuovo alla realtà della quale ci lamentiamo e della quale siamo protagonisti senza accorgercene.

Ciò che è stato riceve forma e colore da ciò che sarà. Desideriamo dunque che il dipinto realizzato nel corso dei secoli venga logorato fino a ridursi in un assemblaggio di sagome informi e incolori? La risposta che potremmo dare a questa domanda è che in realtà desideriamo un futuro migliore, ma il futuro non si desidera, si merita!

Sembra un paradosso affermare con fede che la realtà che sembra aver messo radici può essere ancora solo una realtà transitoria se ci si pone diversamente dinanzi alle numerose difficoltà che sembrano presentarsi al nostro cospetto giorno dopo giorno; è necessario però che i nostri propositi si tramutino in azioni!

È vero che non si può ben immaginare una condizione che non si è vissuta, ma proviamo a chiudere gli occhi e a vederci capovolti in una realtà completamente differente e decisamente migliore rispetto a quella che aprendo gli occhi osserviamo: ebbene sì, è possibile disegnare ciò che immaginiamo ad occhi chiusi, ma è indispensabile crederci! Il futuro, infatti, non è altro che un presente perpetuo, l’oggi che continua a consumarsi e che ci lasciamo sfuggire di mano come se non avessimo autorità alcuna su di esso, mentre in realtà il tempo è nostro.

Se tutti quelli che ci hanno preceduto avessero infatti pensato di fallire e pertanto non avessero osato, noi oggi dove e come saremmo?

Articolo scritto da Ylenia Sangiorgio

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