Generazione 2.0 vs generazione 1.0?

TR08_dicembre_2La protagonista dell’epoca contemporanea? La tecnologia con le sue molteplici innovazioni.

Essa, con i  nuovi processi produttivi, metodi e mezzi,  ha favorito uno stile di vita sempre migliore per gli attori all’interno del contesto sociale.

Alle già presenti scoperte vanno ad aggiungersi ogni giorno ulteriori miglioramenti, atti  a modificarle, sostituirle, perfezionarle, migliorando, così, il rapporto tra queste ultime e coloro che ne usufruiscono.

L’uomo, sfruttando al meglio  la sua caratteristica innata, ovvero quella di costruire,  di agire, di programmare, di sperimentare evita, dunque, di  essere agito da un impulso solo  istintivo.

Ma se ogni progresso generazionale è affiancato da un progresso tecnologico che si lascia dietro tecnologie ormai sorpassate e i soggetti che a loro tempo ne avevano usufruito, la domanda è: come colmare questa frattura tecnologico-generazionale che va a crearsi? Come si approcciano le vecchie generazioni alla tecnologia quotidiana di cui si nutrono le nuovo generazioni?

Non per tutti  è un semplice passaggio. La nostra generazione, quella dei “nativi tecnologici”, come viene definita, ovvero la generazione 2.0, guarda la tecnologia come qualcosa di intrinseco nella quotidianità, senza la quale non avrebbe idea di come impiegare le giornate, risolvere determinati problemi, approcciarsi al resto della società, svagarsi, semplicemente non saprebbe vivere.  Dalla televisione a colazione, dallo smartphone connesso ai social network nei momenti “morti” della giornata, al lettore MP3 nelle orecchie mentre si cammina per strada o nel viaggio sul bus diretti a scuola, passando poi alle ricerche via internet, all’interazione via chat, ecc; tutte situazioni che ai nostri occhi appaiono normali, ma che per le generazioni che ci hanno preceduti possono sembrare situazioni anomale, fuori dall’ordinario, distanze quasi incolmabili. Il nostro utilizzo quotidiano ci permette di masticare la tecnologia in maniera quasi del tutto disinvolta e consueta, una linea difficile da seguire per chi non appartiene a questa “annata”. Azioni semplici per noi che a altri occhi possono sembrare quasi impossibili, non alla portata di mano. Sottolineiamo però il “quasi”.

In parecchi si sono ritrovati, infatti, di fronte le medesime scene di individui, come i genitori, cosiddetti generazione 1.0, che hanno, dopo un primo approccio, azzardato una conoscenza sempre più approfondita con queste nuove apparecchiature, imparando ad usarle con una dimestichezza tale che, in certi casi, quasi rende impercettibile lo stacco generazionale che li differenzia da noi. È questo, a parere mio, la giusta linea da seguire che porta ad avvicinare due diverse discendenze favorendo quello che potrebbe essere definito come “dialogo generazionale”.

Articolo scritto da Edoardo Curto

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