E’ giusto avere paura di partire?

TR11_dicembre_3Girando per negozi nel periodo delle feste vediamo molte targhette, ideate per essere regalate alle mamme o alle nonne, con sopra scritta la famosa frase: “Casa, dolce casa”. Per certe  persone, infatti, la propria casa è la propria vita: non prendono in considerazione neanche remotamente la possibilità di lasciare, prima o poi, la propria città. Ma restando nello stesso posto per sempre, si perdono innumerevoli possibilità e occasioni uniche e irrepetibili.

Scoprire le tradizioni di altri Paesi ed esplorare gli angoli più remoti del mondo è un modo per entrare in contatto con altre culture e altri popoli. In una realtà come quella del XXI secolo, in cui le popolazioni vengono continuamente in contatto tra di loro, essere aperti e conoscere il mondo è una caratteristica necessaria.

Arrivati in terza superiore, alcuni studenti decidono di andare a vivere per un certo numero di mesi in un Paese che non è il proprio. Chi per motivi di apprendimento di una lingua straniera, chi per provare un metodo d’istruzione diverso da quello della propria scuola, tutti lasciano la propria famiglia per avventurarsi in una realtà che in certi casi è completamente diversa dalla propria. Per certi è più difficile ambientarsi, ma alla fine del periodo di soggiorno tutti ne escono vincitori, con una mente più aperta, una conoscenza più varia e nuove amicizie.

Un’altra possibilità che viene offerta agli studenti è quella dell’ Erasmus: svolgere uno degli anni di Università all’estero, in Europa. Anche questo progetto mira all’apprendimento o al consolidamento di una lingua o al contatto con una nuova cultura.

Andare all’estero può anche essere un modo per cercare lavoro dato che nel proprio Paese non si trova o dato che si vogliono cercare nuovo opportunità con molteplici sbocchi sul mondo del lavoro. Molti, quindi, dopo aver trovato un impiego, si trasferiscono nella nuova città e si adattano alle tradizioni del nuovo Paese, inglobandole alle proprie.

Lasciare la propria famiglia e la propria routine può essere difficile, ma nessun cambiamento è definitivo ed il distacco, comunque, non è totale: si può rimanere in contatto con la propria famiglia anche se si abita altrove. In più, queste esperienze possono aiutare a diventare più indipendenti e responsabili.

Non bisogna avere paura di partire e chi ne ha la possibilità dovrebbe approfittarne. Per le persone che vivono nel XXI secolo e ancora di più per le prossime generazioni, il mondo intero diventerà la nostra casa:  andare dall’ Europa all’America sarà solo come attraversare il corridoio di casa per andare da una stanza all’altra. La frase “Casa, dolce casa”, quindi, continua ad essere vera, bisogna solo allargare il concetto di “casa”.

Articolo scritto da Irene Poggiolini

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