Italiani: pizza, immondizia e furbizia
Ormai gli Italiani sono consapevoli della considerazione che i popoli stranieri hanno di loro e del proprio Paese. Quando decidiamo di trascorrere le nostre vacanze all’estero già sappiamo a cosa andremo incontro. Chi non ha mai detto, o sentito, la frase “Dai, per favore, non facciamoci riconoscere”. Siamo noi che applaudiamo ogni qualvolta il pilota fa atterrare il nostro aereo, e siamo sempre noi le persone che creano più rumore e disturbo. Ma è sempre così? O è soltanto frutto dei pregiudizi che si sono formati nel tempo?
Un pregiudizio, come dice la parola stessa, è un giudizio formulato prima di avere gli elementi necessari per conoscere e poter analizzare una determinata situazione; esistono pregiudizi sia in positivo che in negativo, anche se di solito ci si occupa di quelli negativi poiché essi hanno portato, a volte, a conseguenze estremamente terribili, come le ideologie razziste e i conflitti etnici. Riguardo il motivo della nascita dei pregiudizi le ipotesi sono diverse, certamente essi sono determinati dal nostro modo di organizzare ed elaborare le informazioni. Nella maggior parte dei casi quando conosciamo nuovi individui tendiamo a riunirli in categorie in base alle somiglianze e alle differenze rispetto ai nostri modelli e ad altri fattori come sesso, colore, nazionalità per poterli memorizzare e ricollegare ad esperienze precedentemente avvenute. Spesso si ritiene il gruppo affine a sé superiore a quello più distante; infatti, secondo lo studioso Henri Tajfel, per mantenere una buona stima di sé o per aumentarla è necessario identificarsi in un gruppo visto superiore agli altri. Proprio perché il pregiudizio nasce da un giudizio prematuro, esso viene espresso sovente riguardo a persone che conosciamo poco e che rappresentano una novità all’interno della nostra vita come gli stranieri, gli immigrati.
Gli Italiani quando emigrarono tra il 1800 e il 1900 in nazioni più floride in confronto alla nostra, dovettero affrontare molte difficoltà per integrarsi. Spesso in tutta Europa venivano etichettati con questo modo di dire: “Bel paese, brutta gente”; probabilmente tra gli Italiani c’erano anche dei malfattori, ma chiaramente l’errore sta nell’aver esteso questa definizione a tutte le persone.
Quando siamo all’estero e chiedono la nostra nazionalità, molto spesso ci vergogniamo a rivelarla perché sappiamo che la persona con cui stiamo parlando inizierà a guardarci in modo diverso, a prenderci in giro o ad avere sospetto di noi. Questi pregiudizi in parte sono diffusi anche dai mass media; quando in un film straniero entra in scena un Italiano, è spesso un delinquente.
Gli stranieri, condizionati da questi pregiudizi e da un senso di superiorità nei nostri confronti, si perdono ciò che l’Italia veramente è. La responsabilità è, però, anche degli Italiani. E’ normale che gli stranieri si fermino alle apparenze e non riescano a vedere oltre perché siamo noi Italiani che non riusciamo a mostrare loro le potenzialità che ha il nostro Paese. Credo che il migliore modo di difenderci da questi giudizi malevoli sia dimostrare che non tutti gli Italiani sono in quel modo. Non siamo tutte persone maleducate, chiassose ed irrispettose degli altri. E’ora di dare prova della nostra civiltà, all’estero come in Italia. Dobbiamo rivalutare noi e il nostro Paese e ciò può partire anche dalle piccole attività quotidiane: non lasciare l’immondizia per terra, rispettare la fila nei luoghi pubblici, attendere con pazienza il proprio turno. Insomma, piccole accortezze per cercare di migliorare l’immagine degli Italiani e dell’Italia.
Se inizieremo a cambiare, questi pregiudizi inizieranno a sparire e gli stranieri non potranno più dire: “Italiani: pizza, immondizia e furbizia”.
Articolo scritto da Ludovica Aisa
Stile: 2
Originalità: 3
Messaggio positivo: 2
Cogitabilità: 2