Un urlo si leva. Lo ascolto. E’ fuori o dentro di me?

TR08_gennaio_2Urlare significa emettere un suono prolungato quando si provano delle forti emozioni o un dolore acuto.Vi sono delle persone che non riescono a manifestare questo suono all’esterno forse perché molto timide e introverse e hanno dentro delle emozioni talmente intense che le sentono nella loro testa e vorrebbero avere la forza per farle esplodere fuori. Da piccolo facevo parte di loro, totalmente incapace di esprimere agli altri quello che provano. A volte avrei voluto essere come l’uomo ritratto nel quadro di Munch che, diversamente da me, non aveva paura di gridare al mondo l’angoscia  che provava nei confronti della vita. La mia di vita è stata difficile fin da quando sono nato, io non ho emesso il regolare vagito di un neonato, mi hanno dovuto rianimare e poi finalmente con un pianto fortissimo ho “urlato” a tutti che volevo vivere anch’io. Quella è stata la prima volta in cui ho esternato un suono liberatorio.Successivamente ne ho passate tante, e tanti sono stati gli interventi che ho subito per combattere i miei problemi di salute.Tante sono state le difficoltà, e i momenti brutti maggiori di quelli belli, ma ho sempre cercato un motivo per non abbattermi e trovare la forza di sorridere nonostante mi sentissi diverso dagli altri. Beh, forse lo sono davvero, ma essere diversi non vuol dire essere meno degli altri, io infatti preferisco definirmi speciale e crescendo ho trovato delle persone che mi considerano tale e che sono andate oltre le apparenze facendomi capire che non avevo nulla da invidiare agli altri e che tutti i disagi che credevo di avere in realtà non sono così gravi come pensavo.

I disagi erano solo dentro di me e volevo trovare il modo per liberarmi  da quella sensazione che mi faceva stare male. Avevo due possibilità: decidere di “urlare” tutto quello che mi sono tenuto dentro in tutti questi anni o continuare ad avere dentro di me quell’ “urlo” infernale che avvertivo e che mi avrebbe potuto fare sprofondare negli abissi dell’anima in un viaggio senza ritorno. Ho scelto la prima e devo dire che non mi pento affatto di questa scelta perché finalmente mi sento libero di essere me stesso senza farmi condizionare dai problemi che io stesso mi creavo.

Quindi alla domanda:”L’urlo è fuori o dentro me?” Io rispondo che nasce dentro di me ma che semplicemente ho imparato a tirarlo fuori!

Articolo scritto da Daniele Lanzilao

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