Essere donne e’ davvero dura: un mondo sconosciuto agli uomini

TR11_gennaio_2Nell’antica Grecia eravamo protette o forse imprigionate dai nostri mariti e più eravamo pallide più eravamo belle… Facciamo passare molta acqua sotto i ponti:  arrivando all’800 la bellezza si basava su un corpo formoso,  sinonimo di persone benestanti,  e su corpetti così stretti da togliere il fiato… Ai giorni nostri è di nuovo cambiato tutto: magre quasi da sembrare malate, esserini fragili ed esili, alte e slanciate il più possibile con gambe lunghissime impossibili perfino per photoshop.

Il fatto è che con il passare dei millenni la donna si è sempre ritrovata nella condizione di compiacere il sesso opposto con diete estenuanti, vestiti scomodi, tacchi vertiginosi, cerette dolorosissime, capigliature difficili da acconciare, trucco impeccabile e unghie curate con tanto di smalto. E gli uomini? Girano in tuta o pigiama, con la barba lunga, i capelli spettinati, le unghie un po’ mangiucchiate e il solo pensiero di una ceretta non  sfiora neanche l’anticamera del loro cervello.

Ma tralasciando l’aspetto, noi “sesso debole” abbiamo la fortuna di poter dare vita a un altro essere umano:  non che il “sesso forte” non partecipi, ma chi è che si fa 9 mesi di nausee, mancamenti, voglie di cioccolato e 3 o 4 chili in pancia? Be’,  il sesso debole!

Sì, le donne che al momento del parto, non solo dopo un lungo travaglio, ma anche dopo  circa 270 giorni di insonnia e poca quiete, subiscono ben 57 DEL (unità di misura della soglia del dolore) di dolore che corrispondono alla rottura di 20 ossa in contemporanea, più di un calcio nelle parti intime maschili (“appena”  45 DEL…).

Certo il dolore svanisce,  appena la gioia di avere tra le braccia la persona alla quale abbiamo donato la vita si diffonde in tutto il nostro corpo fino ad arrivare al cuore.

L donne, poi, sono spesso vittime  di violenze.  La sera dobbiamo fare attenzione,  perché se ci mettiamo una gonna e i tacchi per essere più carine rischiamo di subire delle violenze come minimo verbali senza che ci si possa difendere;  accade anche che  i mariti o i compagni adirati si scaraventino sulla donna che dicono di amare; lei si sottomette senza dire “basta”, senza denunciare i reati, dicendo il giorno dopo che il livido sull’occhio se l’è fatto cadendo, non prendendo un pugno dal  suo amato.

Essere donne però ha dei vantaggi: il più grande è appunto essere mamme, non c’è legame più forte di quello di una madre e del proprio figlio né amore più incondizionato.  Inoltre le donne godono di ottima longevità: la persona più anziana al mondo è una donna di 157 anni;  per citar un altro aspetto positivo,  vuol dire ricevere complimenti, poesie e gesti d’amore, un po’ come essere venerate.

Ci sono donne che sono andate sulla Luna, che sono cancelliere, ci sono donne nell’esercito e nella marina; ma anche donne che fanno un lavoro e crescono i figli e si occupano della casa da sole; donne che di notte piangono e il mattino dopo sono felici agli occhi dei propri cari.

Tutte le donne però non vogliono essere viste come vittime che subiscono  ingiustizie e  abusi,  ma come combattenti che da anni lottano per i propri diritti. Non siamo vittime,  ma guerriere.

Articolo scritto da Carlotta Pairotti

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