Si parla di amore e si parla di amare
“L’amour c’est l’amour”, quel sentimento più forte di qualunque altra cosa al mondo, capace di unire follemente e di separare drasticamente.
Amore: in sanscrito kama, in greco “agàpe”, in latino amor, tutti sinonimi di desiderio, passione ma anche “a-mor (s)”: senza morte. Forse è l’amore la più eterna di tutte le ideologie?
Questo sentimento ha subíto innumerevoli trasformazioni nel corso della storia: ha spaventato, tormentato, terrorizzato miliardi di amanti non corrisposti, ma ha anche letteralmente donato la spensieratezza e la felicità a chiunque abbia avuto la fortuna di amare e allo stesso tempo di essere riamato.
Nella nostra vita, almeno una volta, l’abbiamo provata tutti quella strana sensazione che ci fa tremare le ginocchia, che crea un enorme nodo in gola indissolubile e che ci rende impacciati, quasi incapaci di respirare.
Ci sembra che la nostra vita sia in funzione della persona che amiamo, che tutto dipenda da lei, che non ci possa essere allegria e serenità senza questa persona, che ci sconvolge tutti i nostri piani.
Per amore, cosa non facciamo! Rinunce, sacrifici; mettiamo da parte parenti e amici, non pensiamo più a nulla, andiamo in giro per le strade con aria sognante e la testa tra le nuvole.
L’amore però non è solo un rapporto tra due persone, ma è anche ospitare tutti i profughi arrivati qui in Italia, un numero che si aggira intorno ai 450 mila dal 2012 a oggi. Non tutti hanno chiesto asilo politico, ma sono arrivati da noi e pochi sono stati i volontari ad accoglierli per dare loro un po’ di amore senza chiedere nulla in cambio.
L’amore è aiutare una persona in difficoltà, è far sorridere un bambino malato con il quale la vita non è stata buona, è donare un proprio organo a qualcuno che non vivrebbe senza, è portare un tè caldo a un povero vagabondo, è rendere felice qualcuno facendogli del bene.
Ma l’amore non è sinonimo di proprietà, l’amore è l’esatto contrario: vuol dire libertà, lasciar libera la persona che si ama, libera di scegliere, libera di stare con chi vuole, libera di amare chi vuole: la libertà è la forma più nobile di amore.
Quante volte ci capita di sentire, tramite i media, di mariti gelosi e possessivi che non accettano il divorzio e uccidono la propria moglie: “Meglio morta che di un altro” è la frase che ricorre più spesso.
L’Italia, il nostro paese, dov’è nata la serenata, dove i più grandi poeti cantavano di un amore nobile e illustre, ha uno dei più alti numeri di femminicidi : 112 donne morte nel 2015 per opera di mariti, amanti, compagni, figli; l’ultimo decesso registrato è stato quello del 9 dicembre 2015.
112 donne, mamme, nonne, compagne, che prima esistevano e nell’arco dell’anno invece hanno esalato l’ultimo respiro… E questo si chiama amore?
Non si uccide per amore: quello lì è egoismo, cattiveria, ossessività, non è amore né un gesto d’ amore.
L’amore fa del bene, non del male; l’amore porta felicità, non tristezza; l’amore è il completo rispetto dei diritti dell’altro, non la loro violazione; l’amore dona la vita, non la morte.
Articolo scritto da Carlotta Pairotti
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