I don’t care: I love it!

TR06_dicembre_1“E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi venire voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami. Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi.” (Alessandro d’Avenia – Il primo giorno che vorrei)

Prendo il telecomando. Click. Accendo la TV. Una serie di immagini mi passano davanti agli occhi: il mondo che cade a pezzi, l’umanità in rovina e i vertici del potere incapaci. A cominciare dalla nostra Italia. Dopo le immagini, sono le parole a colpirmi. Frasi, post sui social network, articoli che dibattono, accusano, diffamano sempre lei – la nostra Italia.

Decido di disconnettermi, di staccare per un po’. Ed è solo allora che guardandomi intorno capisco perché la nostra cara Italia viene definita con questo nome, Bel Paese.

Tante le critiche che si potrebbero muovere. Tanti gli aspetti che si potrebbero migliorare. Ma non è di questo che voglio parlare. Troppo spesso l’Italia viene bistrattata, calpestata, messa da parte. Troppo spesso validi cervelli in fuga trovano riparo in altri Stati. Le cause sono chiare (in primo luogo le scarse opportunità offerte dal territorio), ma le conseguenze? Le scuole italiane sono celebri per l’educazione che offrono, educazione che forma tanto la mente quanto la persona. Molto apprezzati sono i ricercatori e gli studiosi all’estero, mentre la meritocrazia in Italia è quasi nulla. Ma se tutti i giovani andassero all’estero, che ne sarebbe dell’Italia? Ci lamentiamo tanto delle penose condizioni in cui si ritrova, ma siamo i primi a dover lottare per cambiare la situazione. Se non noi, chi?

E come non ricordare l’immensa ricchezza di cui godiamo e che spesso scordiamo: in oltre tremila anni di storia l’Italia è diventata tutta un museo, un libro aperto tre le mani. Nessun altro Stato al mondo può vantare un patrimonio culturale così vasto ed eterogeneo. Dai candidi marmi di Canova alla raffinata Venere di Botticelli. Dalla pretenziosa cupola di Santa Maria del Fiore alla superba Cappella Sistina. Il tutto incorniciato da scenari paesaggistici di una bellezza stupefacente. A questo si aggiungono anche grandi autori: Dante, Manzoni, Calvino, Levi, personaggi di cui il nostro paese si può vantare a buon diritto. Un privilegio per noi poterli leggere in lingua originale.

Tanti sono gli stranieri che vorrebbero vivere in Italia, un motivo ci dovrà pur essere. Possiamo anche solo accennare ad alcune eccellenze che caratterizzano il Bel Paese, come l’agroalimentare che vanta prodotti di prima qualità, il ricercato marchio made in Italy della moda, l’industria aerospaziale, le macchine utensili da sempre in guerra con la Germania.

La lista potrebbe continuare all’infinito. Forse dovremmo imparare a criticare un po’ meno e ad amare un po’ di più l’Italia. Imparare ad andare orgogliosi di quello che – giustamente – viene definito “Bel Paese”.

E se anche non vi avessi convinto con queste argomentazioni, volete davvero andare all’estero e rinunciare all’inimitabile caffè italiano? No grazie, io resto.

Articolo scritto da Eleonora Bordignon

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