A.A.A. Eroi cercasi
Eroi, modelli, punti di riferimento, idoli. Ci sono tanti modi per chiamarli, tanti modi di intendere queste parole. Quella che per me può essere una persona a cui fare riferimento e a cui ispirarsi, per un altro può essere un incompetente o un imbroglione, e non si può sapere chi abbia ragione e chi torto. Viene da chiedersi se, prima di riflettere sulla reale necessità di eroi oggi, questi eroi esistano o se si possano riconoscere. Sarebbe tutto molto più facile se fossimo in un fumetto, lì gli eroi avrebbero la calzamaglia e il mantello, sconfiggerebbero mostri e cattivi, salverebbero la città; ma nella vita reale, dove i mostri indossano sorrisi e i cattivi regalano fiori, come puoi capire chi è veramente un eroe e chi il nemico? Quante volte sentiamo di scandali, di celebrità finite nei guai, siano essi politici, sportivi o attori; tante volte, troppe, al punto che non ci stupiamo quasi più, anzi ci sembra strano trovare qualcuno di onesto. E pensare che quel calciatore o quel cantante erano gli idoli di qualcuno! Cosa succede quando il tuo idolo sbaglia, quando ti accorgi che cerchi di imitare qualcuno che forse tanto rispettabile non è? Allora forse c’è bisogno di eroi, ma eroi veri, che non ne hanno solo l’apparenza. È inevitabile che questi eroi esistano: ci sarà sempre qualcuno di migliore, a cui cerchiamo di somigliare, che sia famoso o sia il tuo vicino di casa; una persona sicura, forte, decisa, senza paura di parlare. È normale che sia così, è nella natura umana! Ma gli eroi non sono indispensabili, non è detto che tutti debbano ispirarsi a qualcuno in carne ed ossa; ci si può ispirare a un’idea, possiamo fare di un ideale la nostra bandiera, creare dentro la nostra mente un modello e cercare di renderci il più possibile simili ad esso; le persone che incontriamo lungo la strada, in questo caso, sono solo stimoli in più per migliorare. Resta la domanda, c’è davvero bisogno di eroi? Forse per alcuni sì, per altri no; forse le persone più deboli hanno bisogno di qualcuno a cui aggrapparsi, mentre altri no. Eppure questa risposta non soddisfa: come si può dire che una persona è debole se ha un eroe? Tante forti ne hanno uno, magari ci vuole più forza a rifarsi a una persona reale, che fa delle vere scelte, che ad un modello idealizzato o inesistente; ma allora sono deboli gli altri? Anche qui la risposta è “no”. Non è un discorso di forza o debolezza, ma di possibilità e di scelta; non è in fondo questo che prevede la figura dell’eroe? Una scelta di qualcuno o di qualcosa che riteniamo migliore sopra qualcun altro o qualcos’altro che riteniamo peggiore. L’idea, l’eroe idealizzato non sbaglia mai, è sempre nel giusto, ma noi siamo uomini, sbagliamo, come possiamo aspirare a un’idea migliore della nostra natura e perciò irrealizzabile? Gli idoli e i punti di riferimento esisteranno sempre, ma come relazionarsi con essi: ispirandosi a loro o imitandoli?
La differenza, seppur minima, è importante: ispirandoci a loro prendiamo alcuni atteggiamenti e idee, li rielaboriamo e li facciamo nostri, applicandoli alla nostra vita se lo riteniamo necessario; se li imitiamo, rinunciamo alla parte della rielaborazione, e insieme ad essa rinunciamo alla possibilità di migliorarci, diventando solo delle copie malriuscite. Non so se c’è bisogno di eroi, so che esistono e che non potrebbe essere altrimenti; e credo che la vera questione non sia se la gente ha bisogno di eroi, ma che uso fa dei loro insegnamenti e soprattutto se ha la possibilità di capire chi sia un eroe.
Articolo scritto da Roberta Mazzaglia
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