Adesso sarete contenti

TR18_gennaio_1Un sospiro. Le spalle rilassate. La decisione: “Mi butto”.

Forse è stato questo l’ultimo istante, rallentato miliardi di volte, vissuto nella mente della ragazzina di Pordenone che il 18 Gennaio si è lanciata dal balcone della propria abitazione. Questa, poco prima del gesto irrecuperabile ha lasciato una lettera per scusarsi coi genitori e un’altra, destinata a ignoti con scritto: “Adesso sarete contenti”.

La sorte ha voluto che finisse sulla tapparella del piano sottostante, che ne ha frenato la discesa, per poi precipitare a terra. Successivamente la mamma, in casa per stare con la figlia malata, è entrata nella camera di lei e si è pietrificata: la finestra era aperta e la stanza vuota. Inquieta si è affacciata dal terrazzino e ha visto la dodicenne distesa nel cortile, con un vicino affianco che la stava soccorrendo. Cosciente e in condizioni non troppo gravi è stata prima trasportata dal 118 all’ospedale della città per poi essere trasferita a Udine per traumi agli arti inferiori. Durante l’intero tragitto ha confessato, sia alla mamma che agli agenti della polizia che stanno ancora svolgendo le indagini, il proprio disagio per i difficili rapporti con amici e coetanei della scuola.

– Non c’era alcun segnale che lasciasse presagire quanto accaduto, siamo sconvolti-, è il commento della dirigente della scuola media frequentata dalla ragazzina: – Mai, né durante i Consigli di classe, né in situazioni più informali era emerso disagio di alcun tipo, e men che meno episodi di presunto bullismo.

Insomma, per l’ennesima volta si è di fronte a un dramma – con lieto fine per una volta – che si stava covando nel cuore di una bambina – anche se il fenomeno coinvolge indistintamente entrambi i sessi – e di cui nessuno, persino i genitori, aveva la minima idea.

“Come è possibile” ormai è diventata una domanda troppo banale: siamo noi che abbiamo dato fuoco alle polveri. Certo da una parte si possono subito accusare i soliti capri espiatori, quali i social network, e proprio su questi e sul telefono cellulare della giovane le forze dell’ordine stanno già acquisendo informazioni in merito alla messaggeria. Gli investigatori cercano di capire se possa esserci stata nella settimana precedente – tempo a cui risalgono le due missive – una causa scatenante che abbia convinto la dodicenne a lanciarsi.

D’altra parte però bisogna calcolare l’ambiente in cui oggi viviamo. Ci si spaventa sempre di più dei dati di bullismo in rialzo – 1 bambino su 3 in Italia è stato o è soggetto a bullismo – e si incolpano scuola e stato. Quest’ultimo ha risposto subito tramite Vanna Iori, deputata PD e responsabile nazionale del partito per infanzia e adolescenza, con queste parole: “Il tentativo di suicidio di una dodicenne a Pordenone … rappresenta un episodio inquietante che ci impone di accelerare sul disegno di legge per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Il ddl … deve rientrare necessariamente tra le priorità dell’aula di Montecitorio “.

Ma si è sicuri che un essere umano si riduca a statistiche e stati di Facebook? Produttività, lavoro e velocità sono quasi arrivate a essere le uniche parole chiave che si comprendono e che determinano le qualità un individuo; per i bambini non è così: non rientrano in standard, sono emotivi e creativi e anche se attaccarli ad un Ipad riduce ampiamente la seconda caratteristica, della prima non sono mai privi.

Sembra quasi assurdo sentire in televisione che un genitore non sappia da cosa fosse tormentato il figlio, ma parliamone: come siamo a casa nostra?

Articolo scritto da Emanuele D’Eliseo

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