I numeri della realta’
“Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di farlo”. Le parole di uno scrittore di opere difantasia non sembrano poi solamente parole, quando più di un secolo dopo continuano grazie ad un po’ di polvere di fata a volare attorno a noi.
Quando Barrie cominciò a scrivere Peter Pan probabilmente pensava solamente ad una storia per bambini, a dei giardini magnifici e ad un po’ di magia. Ma poi tutto va avanti e le idee di base cambiano, la strada presenta un bivio e tutto diventa incerto. Non esiste più una risposta giusta, ma due. Esistono due possibilità, due scelte e due storie.
E questo spaventa gli uomini.
Ogni cosa è divisibile per due. Anche i numeri dispari. L’unica differenza è che con quelli dispari la nostra mente impiega più tempo. Ma noi ora non dobbiamo parlare di matematica. Parliamo di numeri. E di storie.
Cominciamo dalla nostra di storia perché seppure sia una sola è per tutti differente. Proprio perché pure le persone si dividono in due categorie: alla prima appartengono tutti coloro che ogni mattina, alzandosi dal letto, ripercorrono mentalmente il loro piano per la giornata, alla seconda invece tutti quelle che, al contrario, pensano alle cose che sono assolutamente da evitare e questo perché si ha qualche paura.
Molti la chiamano ignoranza e si tuffano nel mondo della superstizione per trovare un riparo, ricordandosi ogni mattina, prima di alzarsi, di non passare sotto una scala, di girarsi dall’altro lato quando passa un gatto nero, di non pestare una crepa, di fare attenzione alla saliera, di non poggiare una borsa a terra.
Certo, sono molte le cose a cui bisogna prestare attenzione e che è bene evitare: ma forse sta proprio nella convinzione che una determinata azione, un preciso incontro od una svista siano causa di sfortuna a rendere tutto più complicato. Forse è l’aspettarsi che qualcosa di brutto avvenga che porta ad un evento infelice. Proprio come sosteneva Barrie. Se uno è convinto di non poter volare, allora non volerà mai.
Studi recenti dimostrano infatti che la superstizione è solamente un’idea che nasce dalle menti degli uomini ed è caratterizzata da due elementi: come numero uno abbiamo l’individuo che ripete ciecamente i propri atti, come numero due le conseguenze che ne seguono. La superstizione nasce dall’incontro di queste due situazioni separate, ma é proprio l’insistenza nella ricerca delle piccole coincidenze che porta il caso a divenire convinzione e anche se esso riguarda solo il singolo individuo, spesso i timoriche vi sono legati influenzano la società.
L’Occidente condanna la superstizione anche se non esplicitamente, eppure questa è radicata nella nostra cultura e favorita dai giornali e dai mass media.
Senza soffermarsi sul tema del gioco d’azzardo (la roulette, per esempio) possiamo fare riferimenti agli oroscopi. I segni zodiacali sembrano infatti influenzare parecchio la vita delle persone che la mattina, prima di uscire di casa, leggono sul cellulare o sul giornale il proprio oroscopo cercando una sicurezza, che offre una sola sicurezza: quella di essere infondata.
L’oroscopo è un’interpretazione astrologica della posizione degli astri al momento in cui si verifica un determinato evento. Eppure se ne leggessimo due riferiti alla medesima giornata presi da due fonti differentici troveremmo sicuramente davanti a informazioni diverse: e questa è una sicurezza!
Ed ecco che torniamo ai numeri. Due oroscopi e più interpretazioni. Più sono le interpretazioni e maggiore è la confusione. E la confusione causa disagio ed insicurezza. Colmata dalla superstizione e dalla certezza che evitando un gatto la vita sia migliore. Un cerchio infinito. Non so se l’infinito possa essere considerato un numero.
Ma il futuro non è catalogabile e cercare di renderlo impedisce di viverlo. Bisogna sapersi difendere dai timori e dalle paure che ci assalgono quando apriamo gli occhi la mattina. Bisogna vivere. Perché la vita, come un tiro di dadi, è una possibilità.
Articolo scritto da Ester Ziarati
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