Piccole spose crescono
60 milioni sono le spose minorenni nel mondo. 70 mila sono le bambine morte ogni anno a causa del parto. 3 mogli su 4 sono minorenni in Niger, nazione in cima alla lista per la diffusione delle giovani spose.
60 milioni sono le piccole schiave di mariti ben più anziani di loro. 70 mila sono le piccole madri uccise dall’indifferenza verso le usanze tribali. 3 su 4 sono le bambine che diventano mogli in Niger, perdendo la possibilità di vivere ciò che ogni bambino dovrebbe: l’ infanzia.
Si dice che la fanciullezza e l’adolescenza siano i periodi più belli della vita, la sua ‘primavera’. Non per tutti, però. Infatti nel mondo, in particolare nei paesi in via di sviluppo e di religione musulmana, ci sono bambine a cui la primavera della vita viene bruscamente interrotta: vengono date in spose, quando ancora amano giocare con le bambole, a uomini di 20\30 anni più anziani di loro. Bambine che vengono immolate nel nome di Aisha, sposa di 6 anni di un ormai cinquantenne Maometto; Nel 2016 così come nel 620 d.C.
La povertà e l’ignoranza sono le due cause principali della presenza di questo fenomeno così ‘barbaro’. Infatti, nella maggior parte dei casi, è la famiglia della ragazza a progettare i matrimoni, così da incassare i privilegi, principalmente economici, provenienti dall’unione forzata e dal sacrificio della figlia. Più la sposa è giovane, meno la dote da donare al marito costerà ai famigliari; al contrario, in altre culture, se la sposa è piccola, è più preziosa e, di conseguenza, il prezzo, che il futuro marito deve pagare per ‘comprarla’, salirà con un guadagno maggiore per le famiglie. In questo modo bambine vengono vendute come vere e proprie merci di scambio con l’unica utilità di essere fonte di soldi per le famiglie e ‘macchina da figli’ o strumento di piacere fisico per il marito. Spose innocenti frutto di una mentalità chiusa e bigotta che considera la donna alla stregua di un brandello di gomma, manipolabile dagli artigli di una società del tutto maschilista.
A queste piccole donne viene tolta ogni possibilità di essere felici, ogni possibilità di gioco e di divertimento; vengono relegate in casa, coperte da numerosissimi strati di veli, dove passano le giornate a servire il marito e relativa famiglia e dove sono costrette a subire ogni sorta di sopruso da parte loro: dalle umiliazioni, alle violenze, agli stupri, spesso arrivando fino alla morte. A queste creature viene anche impedita qualsiasi chance di avere una vita migliore, lontano dalla povertà e dallo squallore di quei luoghi e delle vite che sono costrette a vivere; vengono tenute nella più totale ignoranza, nascoste dall’ indifferenza generale, per impedire loro di alzare la voce e di aprire gli occhi a sè stesse e agli altri sulla situazione in cui sono relegate; vengono lasciate sole e isolate, senza nessun aiuto, senza nessun appiglio per scappare o per difendersi, circondate dall’ oppressione di convenzioni sociali che si sono ripetute e si ripeteranno per migliaia di anni, continuando a mietere vittime con le bambole tra le mani.
Articolo scritto da Sara Scotti
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