Il significato di “essere umani”

TR01_gennaio_3Crisi. Guerra. Terrorismo. Queste le parole quotidiane di una società immersa nell’abisso della paura. Il sociologo polacco Zygmunt Bauman parla di “società liquida”, sottolineando l’instabile fragilità del mondo contemporaneo. L’uomo, vivendo in un’epoca in declino, ha perso la certezza di oggi e la speranza nel domani. Egli non comprende a fondo le ragioni di questa terza guerra mondiale combattuta attraverso Internet e i Social network. E, tutto ciò che non è comprensibile o conoscibile provoca uno stato di profonda insicurezza. Egli si sente come nel giorno della mietitura, quando i ragazzi e le ragazze di Panem temono di diventare i nuovi tributi degli Hunger Games. Nel suo cuore non c’è più spazio per l’idea del progresso. Si domanda continuamente: “Dove saremo domani?” E, non trovando risposta alcuna, prova tanta paura. Paura di fare un viaggio a Parigi. Paura di non trovare un lavoro. Paura di svegliarsi una mattina con gli scoppi delle bombe. Ha paura dello Stato islamico in Siria e in Iraq, alla cui sigla “ISIS” tutti tremano. Ha paura di trovarsi sotto un cielo pieno di urla e di sangue. Ha paura di deserti pieni di polvere. Ha paura di sentire quell’ennesima catastrofe che notizia non fa più. Ha paura di essere parte di un mondo in cui si uccide con tanta deplorevole facilità. L’uomo italiano, o l’uomo contemporaneo in generale, vive una crisi non di portata esclusivamente sociale ed economica, ma anche, e sopratutto, di natura morale. Il termine crisi, secondo l’etimologia greca, significa “scelta”. E bisogna scegliere il bene piuttosto che il male in modo da costruire insieme qualcosa di migliore. “Vinci l’indifferenza e conquista la Pace” è il titolo del messaggio lanciato da Papa Francesco in occasione della quarantanovesima giornata mondiale della pace, tenuta lo scorso 1° Gennaio 2016. La pace esiste e va conquistata giorno dopo giorno, rispettando i diritti legittimi di ogni essere umano e operando la solidarietà al di là degli interessi individualistici. E, in questo contesto, le parole di Charlie Chaplin nel “Discorso all’umanità” restano profondamente attuali: “Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non voglio né governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. […]Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto”. La ricorrenza internazionale del Giorno della Memoria è ormai alle porte. Tuttavia il ricordo, se non viene accompagnato da un cambiamento di coscienza in senso solidale, rimarrà un momento sterile. E le parole resteranno soltanto parole. Bisogna riflettere su tutto ciò che sta accadendo sopra di noi, al di fuori di noi e dentro noi. In modo da frantumare queste montagne di odio e terrore, in modo da recuperare il valore della vita. Bisogna unirsi e combattere insieme per un mondo nuovo che garantisca sicurezza, lavoro, serenità e pace. Un giorno Gandhi disse: “Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? Perché non un villaggio, una città, un paese, un mondo non violento?” Ci sono uomini, donne e bambini che non si sono rassegnati e che spendono ogni singolo istante della loro vita nell’amore per gli altri. Ed è grazie a loro che la Terra ha ancora speranza di progredire. Come diceva Nelson Mandela: “La pace non è un sogno: può diventare realtà; ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare.” E, oggi più che mai, occorre recuperare i valori e il profondo significato di “essere umani”. Ogni giorno si può salvare una vita, donare un sorriso, offrire una spalla, stringere una mano in segno di conforto. E, se saremo uniti, pur dinanzi a mille difficoltà, resteremo in piedi e potremo vincere la crisi. E potremo diventare, pian piano, il cambiamento tanto agognato che vogliamo vedere.

Articolo scritto da Michela Guidotto

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