Benvenuti al piccolo cinema onirico
“Benvenuti al piccolo cinema onirico” cantano i Tre Allegri Ragazzi Morti. Aperto solo “ad un passo dal risveglio, poco prima di dormire”. Se avete preso biglietto e popcorn mettetevi comodi, sta per iniziare…
Un po’ come in Inside Out, ogni sera si chiudono gli occhi in attesa del nuovo film che la Cineproduzione Sogni trasmetterà. Nel buio della notte, quando tutto sembra declinare, inizia la dimesione del sogno e l’inconscio avanza silenzioso.
Per gli egizi questo era il momento in cui si entrava a contatto con gli dei, sotto la protezione del dio Bes, colui che favoriva una buona attività onirica. Per gli auguri greci e romani i sogni erano utili per i loro oracoli. Nei Persiani di Eschilo la regina racconta un angoscioso sogno che trova conferma nelle parole del messaggero. In Sogno di una notte di mezza estate Oberon versa sugli occhi di Titania, mentre dorme, il succo di un fiore magico che al risveglio la farà innamorare della prima creatura che vedrà. Nella Bibbia Giuseppe annuncia i sette anni di carestia interpretando il sogno del faraone. “Il sogno è la realizzazione di un desiderio”, diceva Freud. Ma la dea Fantasia tesse per noi ogni notte sia sogni che incubi. E noi, impotenti e incosapevoli, siamo prede dei mostri sotto il letto o dentro l’armadio. Siamo soli e la realtà è distante.
Poi, ci si sveglia. “Tutto il reame dei sogni è crollato senza lasciare traccia, senza rumori, senza chiasso, è svanito come una visione ed egli stesso non ricorda che cosa ha sognato”. È una frase del protagonista senza nome de Le Notti Bianche di Dostoevskji, ma in essa può riconoscersi ognuno di noi. Il protagonista di questo romanzo vive solo nella felicità costantemente nuova dei suoi sogni, dosi di raffinato veleno. Il suo “lathe biosas”, il suo vivere nascosto, può in un primo momento apparirci lontano. Ma quante volte la dea Fantasia prende il sopravvento anche durante il dì? Edgar Allan Poe diceva che “chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte”. In effetti se i sogni notturni parlano di noi a noi, quello ad occhi aperti non fanno che confermare ciò che già conosciamo di noi. Gli psicologi stessi sostengono che questo tipo di sogni aiutino a realizzare gli obiettivi perchè rivelano le nostre speranze più intime, i desideri e le paure. Sembra anche che allentino le tensioni, scarichino l’aggressività e aumentino la capacità di risolvere i problemi. Sognare ad occhi aperti significherebbe dunque progettare vivendo con la fantasia nel passato e nel futuro, liberi dai condizionamentidel presente. È un po’ il “fai della tua vita un sogno e di un sogno una realtà” di de Saint-Eupery.
Le Notti Bianche raccontano una storia in cui sogno e realtà si confondono. Ma d’altronde il sogno non è qualcosa che ci ricollega al mistero della vita? In mezzo alle difficoltà, ai limiti e alle sfide che essa ci propone, sognare potrebbe essere la chiave perfetta a fare della nostra vita una sorgente inesauribile di potenzialità e progetti.
Forse Goethe aveva ragione quando diceva: “qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sè genialità, magia e forza”. E allora cominciamo ora a creare il nostro piccolo cinema onirico.
Articolo scritto da Giulia Mannino
Stile: 3
Originalità: 3
Messaggio positivo: 2
Cogitabilità: 2