Conosci te stesso (?)
“Conosci te stesso” è uno degli assiomi più famosi che abbiamo della magnifica civiltà greca. Sembra una cosa scontata conoscere sé stessi, ognuno ha un nome, una casa, una famiglia, eppure questa frase ha una verità intrinseca fortissima. Infatti conoscere sé stessi è forse la cosa più difficile che si possa realizzare, dal momento che si teme il proprio essere e di conseguenza si preferisce nascondersi dietro a degli stereotipi sociali.
Oggigiorno perciò si ha paura di restare da soli a pensare, a porsi delle domande, ma si preferisce avere sempre in mano il cellulare “per essere collegati col mondo”, e più ci si collega al mondo, più ci si scollega da sé stessi, dimenticandosi di chi si è realmente.
Tutto ciò inoltre viene incentivato dai mass-media e dai social network perché è più facile controllare delle persone tutte uguali, facendo credere loro di essere libere quando in realtà sono schiave della loro stessa insicurezza. Si paragoni ad esempio la grande risonanza mediatica che ha avuto la strage di Parigi rispetto al silenzio attorno alle migliaia di vittime cristiane che vi sono ogni anno in tutto il mondo, specialmente in Africa.
Questo è molto grave perché così non si formano più persone in quanto tali, ma robot, tutti uguali nel modo di pensare e di agire, ognuno assoggettato all’altro, dal momento che conta solamente quello che gli altri pensano di te e non ciò che vali realmente. Di conseguenza molti smettono di andare in Chiesa, cercano a tutti i costi una fidanzata, si impegnano pochissimo nello studio, passano giornate intere senza fare nulla, escono la sera, fanno baldoria e si ritengono felici, poiché credono di avere degli amici.
Ma i veri amici non sono quelli che ti guardano esteriormente, ma quelli per i quali tu vali così come sei, senza bisogno di nasconderti. Essi ti accettano per ciò che sei realmente e non pretendono che tu cambi il tuo modo di essere. E quando si conosce un amico del genere è meglio tenerselo stretto perché è difficile ormai trovare persone così.
“Nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”scriveva Pirandello in una delle sue opere più famose, “Uno, nessuno, centomila”, e come dargli torto? Una persona ormai non ha una propria identità, ma ne cambia una al giorno, come se la mattina appena sveglio pensasse a come apparire durante la giornata. La società sta andando a rotoli perché al giorno d’oggi non si è per ciò che si è, ma si è per ciò che si appare.
Eppure esistono ancora persone così coraggiose da passare parte della giornata da soli, in silenzio, facendosi delle domande, da non accettare tutto quello che gli viene detto passivamente, da porsi degli obiettivi, da sognare un futuro migliore. Persone che possono realmente definirsi felici e libere, perché non esitano a polemizzare, non si fermano alle apparenze, cercano la verità, la desiderano più di ogni altra cosa, perché hanno capito che non bisogna avere paura di mostrarsi per ciò che si è veramente, e finché ci saranno persone del genere, in grado di pensare con la propria testa e di agire autonomamente, allora la speranza non potrà morire.
Articolo scritto da Marco Calì
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