“Il maschilismo inizia da Adamo”
” E’ maschilismo la brutta figura di Adamo quando Dio gli chiese perché aveva mangiato la mela e lui rispose che gliela aveva data Eva: la colpa é sempre della donna, povera donna! Dobbiamo difendere le donne.”
E’ sicuramente coraggioso un Papa che, con un’ affermazione forte come questa, prende le parti della donna, che ancora oggi, nel 2016, si trova a dover lottare per ottenere rispetto e giusta considerazione.
Il Santo Padre non solo ha voluto demolire quel luogo comune che vede la donna tentatrice che ispira il male, ma si é espresso anche su altri aspetti come quello del lavoro, sostenendo il diritto all’eguale retribuzione per uguale lavoro, o sul riconoscimento del genio femminile.
Tutto questo é senza dubbio un grande passo avanti.
Però quando si va oltre e si parla dell’ingresso della donna nei posti di potere o decisionali, il Papa fa un passo indietro e chiude quella porta, escludendo definitivamente la possibilità per le donne di essere ordinate preti o vescovi, poiché quello è e deve rimanere un ruolo esclusivo degli uomini.
Perché si ha tanta paura di riconoscere alle donne un potere che le metta realmente sullo stesso piano degli uomini?
Le donne non vanno solo difese, ma concretamente apprezzate e valorizzate proprio per quelle grandi capacità gestionali e decisionali che le caratterizzano, visto che quotidianamente si trovano a rivestire insieme il ruolo di mogli, madri e lavoratrici.
Perché molti uomini invece di apprezzare la forza e il coraggio delle donne, le combattono?
Lo dimostrano quotidianamente le notizie di cronaca che vedono sempre più spesso donne sfruttate, umiliate, maltrattate e purtroppo anche uccise da uomini che pensano di essere superiori ed onnipotenti o che, molto più probabilmente, hanno paura proprio di quella forza e riescono a rispondere in un solo modo: con la propria forza fisica.
Per fortuna non tutti gli uomini sono così!
C’é chi reagisce di fronte a tanta stupidità ed orrore, ma purtroppo sono ancora troppo pochi gli uomini ”pensanti”,
Pensiamo a ciò che è avvenuto a Colonia la notte di fine anno, quando gruppi di uomini hanno potuto liberamente ed indisturbati aggredire e violentare donne che si trovavano in giro per festeggiare.
In tutto questo ciò che maggiormente indigna é il fatto che la polizia poco o nulla abbia fatto per intervenire e bloccare quanto stava accadendo sotto ai suoi occhi, o che si sia minimizzato sull’accaduto, ma la vera beffa sta nel fatto che l’unico provvedimento preso sia stato quello di introdurre un codice di comportamento per le donne e per le bambine, alle quali “si consiglia di mantenersi a distanza di sicurezza da persone dall’aspetto straniero, per scongiurare la possibilità di diventare vittime di stupri e violenze”.
E’ come dire ad una donna: se sarai stuprata sarà per colpa tua che ti sei avvicinata troppo all’aggressore.
Non possono e non devono passare più questi messaggi!
Fino a quando si appoggerà l’idea di una donna che deve stare al suo posto, debole e che non é adatta ad occupare posti maschili, si vivrà in una società arretrata, a rischio di reazioni maschiliste e violente.
Si deve continuare a lottare soprattutto per le tante donne che hanno la sfortuna di nascere in paesi come il Medio oriente, dove vengono considerate come un oggetto e obbligate a sottostare totalmente al volere del padre prima e del marito dopo, e che la loro unica “colpa” é quella di essere nate donne.
Non si può da una parte riconoscere con belle parole il valore della donna e il suo diritto ad essere libera di esprimersi liberamente e dall’altro, di fatto, limitare il suo operato solo perché é da sempre così.
In questi ultimi anni donne manager, Presidenti del Consiglio, Presidenti della Repubblica stanno dimostrando come il mondo stia andando avanti in un’altra direzione. Peccato che siano ancora molti a non volerlo vedere.
Speriamo che un giorno nessuno debba più dire: “dobbiamo difendere le donne!”
Articolo scritto da Eleonora Schifa
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