La bellezza che ci salvera’
Parla una ragazza, bella, bellissima! Sta chiedendo perdono mentre le lacrime increspano il suo sorriso solitamente perfetto. Si chiama Essena O’Neil, 19 anni, ed è una “ragazza Instagram”, una modella che pubblica foto sui social conquistando milioni di followers. È proprio con i suoi fan che Essena si scusa, ammette che molte delle sue foto sono “photoshoppate” e falsate, scattate dopo innumerevoli prove alla ricerca della posa giusta e ore passate tra truccatori e parrucchieri. Racconta la sua giovinezza appesantita dal costante desiderio di rendere il suo corpo il più possibile seducente e privo di difetti. Come molti, perlopiù donne ma non solo, questa giovane ha trascorso la propria vita cercando di ottenere l’immagine di un corpo perfetto, spesso svenduto e messo eccessivamente in mostra, credendo che questo fosse l’unico e più efficace sistema per essere notata e accettata, ricordata e ammirata. Questa sua convinzione, per quanto discutibile, non è priva di fondamento. Non siamo proprio noi i primi ad essere colpiti più dalla bellezza esteriore di qualcuno che da un gesto benevolo e sincero nei nostri confronti? Non trascorriamo più tempo a pensare e commentare il look di questa o quell’altra persona che le premure e le attenzioni di chi ci ama? Guardando la TV non proviamo forse più ammirazione guardando i cosiddetti “sex symbol”, inneggiati e pubblicizzati quasi allo stremo dalla stampa? Non ricordiamo con più piacere e facilità coloro che ci mostrano il proprio corpo anziché proprio il cuore?
Il dibattito su questo argomento è in corso da troppo tempo, così tanto che ormai quasi nessuno ci presta più attenzione, ma il problema è, di fatto, più presente che mai e coinvolge tutti. Spesso perseguiamo e ci lasciamo ammaliare dall’estetica ma raramente ci fermiamo a guardare un altro tipo di bellezza, più profonda, più vera, più nascosta e pura, che tutti ci portiamo dentro. La nostra società è realmente incapace di vedere qualsiasi altra bellezza che non sia quella esteriore? Se ciò fosse vero che enorme peccato sarebbe! Quante altre cose che sarebbero capaci d’incantare i nostri cuori perderemmo a causa della nostra ottusa cecità! L’esteriorità ha davvero un’importanza così grande da meritare tanta attenzione da far sì che per lei si lotti, si finga, ci s’intristisca e ci si senta inadeguati? Nonostante molti anni di accese discussioni, tanti sono ancora alla ricerca della risposta a questo dilemma e chi è convinto di aver trovato nell’interiorità l’unico fascino degno di vera ammirazione, ha ancora molte difficoltà a far valere la propria convinzione nella società.
Nell’attesa di una presa di coscienza collettiva e di una soluzione definitiva la domanda che Dostoevskij pose quasi un secolo e mezzo fa rimane aperta: “Quale bellezza salverà il mondo?”.
Articolo scritto da Laura Forzese
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