La grande cultura
Una cultura che ha come fondamento la speculazione filosofica, l’arte, l’amore per il sapere, per la musica. Una cultura che ha come centro propulsore la πόλις (polis), punto di riferimento della vita politica attiva dei cittadini, è così che ricordiamo la cultura della civiltà greca. Una cultura mirata all’educazione del cittadino, alla formazione culturale, educativa e benessere dell’uomo. Una cultura che ha come fulcro la figura dell’uomo in tutta la sua pienezza e bellezza. Due magna exempla di educazione sono delineati dalle figure di Alceo e Saffo. Entrambi, anche se operanti in luoghi diversi, ricoprivano una funzione propedeutica alla vita adulta dei ragazzi. L’eteria nel caso di Alceo e il tìaso in Saffo. Nel mondo classico, i Greci affidavano all’uomo il ruolo di protagonista del mondo. A questo proposito ricordiamo il tragediografo Sofocle, con la sua ricerca sull’uomo e sulla sua psiche, riscontrando in lui una visione del tutto antropocentrica.
Tracciando in linea generale un iter dell’ideologia classica, capiamo come i problemi, i sentimenti dei grandi poeti, i quesiti della grande filosofia sono riscontrabili nell’ideologia odierna. Se pensiamo ai sentimenti, all’amore, alle passioni citiamo la famosa poesia del grande poeta lirico greco Archiloco “O cuore, o cuore”. Un brano che riporta a uno stile di vita equilibrato dell’uomo e diventa uno strumento di educazione alla vita anche per l’uomo di oggi. Per comprendere la realtà presente non si può prescindere dalla conoscenza di ciò che è stato. Ecco che i grandi del passato costituiscono la base per i grandi del presente. Oggi sappiamo quanto sia importante la figura del cittadino attivo nel mondo e nel proprio paese e una vita attiva volta al bene personale e degli altri. Già Cicerone affermava quanto fosse importante la condotta di una vita attiva, infatti la virtù implica azione (virtus autem actuosa) e a sua volta genera felicità. Oggi viviamo in una società improntata all’azione e che ci chiama ad essere cittadini attivi.
Ma proseguendo in questo excursus ideologico del mondo classico, ci imbattiamo nel pensiero del grande Aristotele espresso nella Poetica riguardo la catarsi, preso poi come modello dallo psicoanalista Sigmund Freud. Aristotele ci parla di tale processo rifacendosi alle tragedie greche del V secolo a.C. Egli infatti afferma come la visione della tragedia potesse costituire una valvola di sfogo per lo spettatore e come quest’ultimo potesse uscirne purificato. Freud attualizza questo metodo con l’ipnosi, ovvero con la liberazione da un trauma attraverso l’azione di rivivere o ricordare l’evento traumatico.
Grande figura del mondo moderno è Malala Yousafzai, giovane ragazza che combatte per i diritti delle donne della città di Mingora. Ella affronta una tematica forte e odierna ma come ci è noto tramite alcuni elementi del mondo classico, come una tragedia di Aristofane “Lisistrata”, ha un netto collegamento con il mondo del passato e si può riscontrare l’elemento unificante, ovvero la voglia della donna di poter essere parte integrate della società senza alcuna discriminazione e senza alcuna paura di esporsi al mondo. Infatti in Lisistrata vengono dipinte delle donne unite nel far valere le proprie idee e la propria figura al fine di essere rispettata. Capiamo quanto non sia mutato il fine delle azioni di Malala e delle donne di Aristofane.
Gli elementi sopracitati sono piccoli esempi di quanto la cultura classica possieda elementi di contatto con la civiltà moderna e quanto le nostre idee, i nostri sentimenti, i bisogni della civiltà e del singolo individuo siano in sintonia con quelli del passato. Non si possono non ammirare gli insegnamenti dei grandi del passato che ci permettono di avere una visione più larga e profonda della società moderna e di comprendere ancor di più i nostri desideri e i nostri valori. Ecco ammirate la bellezza e la grandezza del mondo classico: hoc est!
Articolo scritto da Chiara Boscarello
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