La luce della bellezza

TR08_febbraio_3Il concetto di bellezza non è facile da comprendere e spiegare, proviamo a farlo partendo da una fotografia che rappresenta l’intrinseco significato etico prima che estetico. La foto immortala un incontro di sguardi, di percezioni, di sensorialità, di innocenza e di pace tra due bambine. L’autore della foto ci fa notare il gesto, morbido, lungo, tenace di una mano nera, vestita di nero che si incammina su una strada mai vista: l’incontro della scoperta dell’altro. Due mondi si contrappongono all’apparenza sul piano estetico: il bianco e nero,il nudo,il vestito. Un gesto rompe gli schemi della separazione: una piccola mano nera volta verso  il viso biondo. Il gesto di scoperta viene subito con un certo timore dalla bimba bionda e lo notiamo dai pugni chiusi, dallo sguardo quasi ritratto che indicano una sorta di resistenza alla scoperta del nuovo. I due profili delle bimbe sono identici, sembrano scolpiti: fronte sporgente, guance tonde, nasino all’in su, stessa distanza naso-bocca, labbra socchiuse. Sul piano etico si confrontano, incontrandosi, due mondi inconsapevoli dello scatto e che con un piccolo gesto insegnano agli adulti la bellezza della conoscenza e del nuovo. Dunque cos’è la bellezza? E’ l’insieme delle qualità percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli,gli psicologi sostengono che non si superino i sette secondi per riconoscerla. Nel suo senso più profondo, la bellezza genera un senso di riflessione benevola sul significato della propria esistenza. Tante nella storia sono state le concezioni di bellezza. Per Platone la bellezza di un corpo è il livello più basso dell’innamoramento. Essa è la stessa in tutti i corpi e si giunge ad amare la bellezza in se e apprezzarla nell’anima,nelle istituzioni,nelle leggi e nelle scienze. Perciò quella della’anima è di maggior pregio di quella che risiede nel corpo. Per  Hegel il bello è apparizione sensibile dell’idea ed è dotato di verità. Al contrario Kant afferma che è bello ciò che piace universalmente senza concetto. La bellezza è quindi l’oggetto di un piacere estetico indipendentemente dall’interesse; il bello è dunque “oggetto di un giudizio estetico puro perché l’uomo coglie il bello tramite il giudizio di gusto”perché il piacere deriva dalla semplice rappresentazione dell’oggetto. Per il filosofo Plotino la bellezza non è un carattere che ciascun essere spirituale o materiale può avere o non avere ;la bellezza nei corpi e nell’anima non è il frutto di armonia ed equilibrio ma è tutto ciò che si concepisce con semplicità perché è la luce che indica la via per giungere alla semplicità stessa dell’uno. Per Hegel non esiste né una bellezza naturale e corporea né una spirituale, in quanto il vero e l’assoluto non hanno bisogno della bellezza per essere tali  ma solo del concetto più logico e adeguato. Quindi la bellezza è una via per la virtù? Lo è sicuramente se viene intesa come misura morale perché il bello esterno deve sempre combaciare con il bello interno. La foto che abbiamo analizzato all’inizio ha in sé la bellezza dell’incontro puro tra due soggetti privi di condizionamenti sociali e culturali; qui la bellezza ci appare come virtù,come bene,illuminandoci

Articolo scritto da Daniele Lanzilao

Stile: 3
Originalità: 2
Messaggio positivo: 2
Cogitabilità: 1

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