L’asilo nel bosco
L’uomo è sempre stato in contatto con la natura, soprattutto fino a quando le città hanno preso il sopravvento sull’ambiente e le persone hanno smesso di vivere o di andare frequentemente in campagna, al mare o in montagna. Molti bambini crescevano a contatto con gli animali e le piante che si trovavano nel giardino di casa o nel prato non molto distante; alcuni aiutavano i genitori a coltivare e a prendersi cura dell’orto e degli animali da allevamento. Basta pensare alle numerose famiglie di contadini che lavoravano i campi fino a prima della modernizzazione dell’agricoltura e dell’invenzione di numerosi macchinari. Nell’ultimo secolo si è perso questo rapporto tra l’uomo e la natura, rapporto che Ella Flautau cercò di ristabilire. Nel 1950, infatti, questa donna, ispirata dalla felicità che vedeva nei bambini quando andavano nella foresta, fondò il primo asilo nido nel bosco. Questa sua idea si diffuse molto, soprattutto in Germania, dove fu ufficialmente riconosciuta nel 1993 e dove adesso possiamo contare oltre 700 asili “Waldkindergarten”.
L’asilo bosco prevede varie attività che si svolgono a contatto con la natura. In primo luogo, lo spazio aperto permette ai bambini di muoversi liberamente e di essere dinamici. In più, i bambini sono agevolati nell’apprendimento grazie al fatto che possono esercitarsi in modo pratico e con oggetti della natura. L’insegnamento in questi asili privilegia anche l’attività fisica, poiché i bambini possono correre nel bosco e arrampicarsi sulle piante.
Attraverso un contatto continuo con l’ambiente, i bambini riscoprono anche le bellezze della natura, imparano a conoscere la flora e la fauna e apprezzano le varie meraviglie che la Terra ci ha regalato. In una società in cui il problema ambientale è uno dei temi più trattati e una delle problematiche più importanti, educare le nuove generazioni a crescere amando la natura è fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta. Questi bambini diventeranno prima ragazzi e poi adulti: saranno loro che dovranno lottare per mettere in atto quei cambiamenti che possono aiutare il nostro pianeta.
Indubbiamente l’asilo nel bosco non è accessibile a tutti, poiché la maggior parte delle famiglie abita in centri urbani, lontano dalle zone verdi. Come dice lo scrittore Richard Louv, autore di “L’ultimo bambino nei boschi”, “il contatto fisico, la loro intimità con la natura, sta svanendo”. Il nido nel bosco è un ottimo modo per ristabilire questo contatto, ma ne esistono numerosi altri.
È fondamentale creare un legame tra la natura e i bambini, affinché i piccoli comincino a valorizzare e a curare la Natura di cui anche loro fanno parte.
Articolo scritto da Irene Poggiolini
Stile: 2
Originalità: 2
Messaggio positivo: 2
Cogitabilità: 2