La speranza di una nuova vita

TR01_febbraio_1In una candida notte rischiarata da una falce di luna, si ode in lontananza un lieve gemito. È nato il piccolo Antonino: 3,08 kilogrammi di polvere di stelle. La sua mamma lo aspettava da trentanove settimane, cinque giorni, sedici ore, quaranta minuti e ventisette secondi. E adesso il momento tanto atteso è finalmente arrivato: il seme del suo amore è diventato realtà.

Clarissa lo prende fra le braccia e in quello stesso istante Antonino spalanca gli occhi al mondo e le insegna a vivere. Gli ultimi mesi non erano stati facili. Una malattia terribile le aveva portato via una delle persone per lei più importanti, annerendo il suo spirito, spezzandole il cuore. Ma adesso è arrivato suo figlio, il suo piccolo bambino che le dona un motivo in più per essere forte e guardare avanti. Clarissa ringrazia il cielo fra le lacrime. Pensa sia un miracolo quella piccola vita vestita di sogno. Quella gemma d’infinito darà senso al suo tempo, anche se fuori ci sarà aria di tempesta. Clarissa si domanda se sarà timido o estroverso. Se diventerà un calciatore o un insegnante di filosofia. E ne ride al pensiero: lei lo amerà in ogni caso. Lo curerà ogni giorno senza lasciarlo mai solo. Quando avrà paura, gli farà credere nel coraggio. Quando sarà triste, gli dirà che i problemi diventano più semplici se affrontati con un sorriso. Gli insegnerà a sognare. E, davanti ad una lite con gli amici, gli insegnerà il perdono. Lo difenderà ad ogni costo e per lui vorrà soltanto il meglio. Lo porterà sempre con sé, ma, quando sarà ora, lo lascerà andare via, in modo che anche lui possa intraprendere la sua strada.

Antonino ha gli occhi verdi come il mare e solleva in aria la manina: vorrebbe acchiappare il vento, la pioggia e tutte le stelle. Clarissa già lo immagina fare i primi passi, e correre sui prati a piedi nudi. Ha appena pronunciato per la prima volta “papà” e già tiene un discorso al Parlamento. In un battito di ciglia è passato dal pannolino ai jeans. Dal gattonare sul pavimento al guidare l’auto. Ma insieme Clarissa e Antonino continuano a guardare al cielo, per rimanere ancora senza respiro, l’uno accanto all’altra.

Un figlio è un dono della Natura. È un’occasione di riscoprire il mondo. È quel tappeto magico che fa volare in alto e ancora sù, fino a sfiorare il cielo. Per un padre ed una madre un figlio è quella possibilità di rivedersi crescere e di migliorarsi ora dopo ora. È un regalo di Dio, è una promessa. È quell’alba di perla in cui si concentra la bellezza dell’universo. È quella speranza che fa credere ancora nell’intima bontà dell’uomo. È quella luce che brilla nella malattia e che fa credere che nonostante tutto, ci sia davvero qualcosa per cui valga la pena lottare, amare e vivere.  Perché la vita esiste, è un grande dono e non smetterà mai di rinascere.

Articolo scritto da Michela Guidotto

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