Facebook Twitter Cogitoetvolo

“Pazzi” per il cibo

TR05_marzo_3Quando si dice “siamo ciò che mangiamo”, la frase viene considerata come un qualunquismo.

Dopo l’Expo di Milano nel 2015, vista la sua importanza mediatica, sembra chiaro ormai a tutti che il cibo è un’importatissima risorsa nutritiva per il nostro corpo.

Ma ciò che forse non è ancora così evidente è come il cibo influisca sul nostro cervello e sulla nostra psiche.

Mantenere in forma il cervello infatti sembra ovvio, ma non ci si rende ancora conto di quanto possiamo fare noi grazie all’alimentazione.

In realtà, infatti, il ruolo del cibo nella nostra vita, le modalità e le quantità con cui lo introduciamo nel nostro corpo sono più influenti sul cervello di quanto possiamo immaginare.

 

Brooke era una bambina irrequieta, non era in grado di comunicare e non era intenzionata a farlo.

I suoi giochi erano privi di immaginazione e schematizzati, tendeva ad emulare ogni stimolo esterno. All’età di tre anni le fu diagnosticato l’autismo.

Un disturbo al quale erano riconducibili tutte le “particolarità” di Brooke.

La madre di Brooke, il biochimico inglese Kathrine Reid, non si diede però per vinta e decise di rivoluzionare la dieta della figlia.

Kathrine introdusse  vitamine, integratori, frutta e verdura, e in un secondo momento eliminò Glutine e Caseina.

L’ultima fase della “metamorfosi” alimentare fu l’abolizione totale del Glutammato Monosodico, contenuto in molti prodotti di fattura industriale.

I risultati sono a tutt’oggi sorprendenti: a  setteanni Brooke è una bambina come tutte le altre, in grado di comunicare, relazionarsi con la sua famiglia e con i suoi coetanei.

Le crisi psicotiche sono scomparse e lei e la sua famiglia sono tornate a vivere una vita normale.

 

Proprio negli ultimi anni è sempre più analizzato il legame tra uno stile di vita sano e il manifestarsi di disturbi o patologie mentali.

Queste analisi hanno ovviamente evidenziato i benefici di frutta, vitamine e verdura ma hanno anche dimostrato come gli alimenti sintetici e industriali non solo siano dannosi per il nostro corpo, ma sopratutto per il cervello e le sue funzionalità.

Tra i tanti: Aspartame e alcool sono sostanze contenute in moltissimi prodotti industriali e confezionati e che, nonostante la risaputa tossicità, continuano ad essere esposti tra gli scaffali, anche inseriti tra prodotti pseudosalutari.

 

Quindi la domanda che ci si pone è: si possono curare le malattie mentali attraverso una sana alimentazione?

No, o almeno non in via ufficiale.

 

Per dimostrare l’efficacia del cibo in determinati ambiti sono ancora necessari tempo, ricerche e tanti accertamenti.

Migliorare la propria alimentazione non vuol dire automaticamente essere immune da ogni patologia mentale, ma quantomeno è un passo in più verso una vita più sana (che non fa mai male).

Per ora non ci resta dunque che evitare i prodotti industriali e preferire il cibo fatto in casa a quello confezionato.

Ma chissà, magari tra qualche anno, le “pillole per la felicità” verranno sostituite con una manciata di mandorle al giorno.

Articolo scritto da Alessia Cugnigni

Stile: 2
Originalità: 3
Messaggio positivo: 2
Cogitabilità: 3

Commenti