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World Happiness Report: quanto sei felice da 1 a 10?

TR20_marzo_2Il World Happiness Report è un sondaggio diventato punto di riferimento dello stato di felicità globale. La prima relazione è stata pubblicata nel 2012, a seguire un’altra nel 2013, per poi continuare con una terza pubblicata nel 2015. Il Rapporto del 2016 è stato rilasciato il 17 Marzo a Roma, prima della giornata mondiale della Felicità delle Nazioni Unite che tiene luogo il 20 Marzo di ogni anno.

Esso classifica ben 156 paesi in base al loro livello di felicità, che diventa quindi un fattore importante per determinare la situazione economica di un Paese, del benessere sociale collettivo e della qualità di vita di coloro che vi vivono all’interno. Il Rapporto Mondiale sulla Felicità ha una particolare importanza perchè fonde in un unico dato i vari segnalatori di benessere finora utilizzati, fra i quali vi sono gli indicatori di reddito, povertà, salute, educazione e gestione del governo, regalando quindi una visione immediata della situazione mondiale in ciascuna nazione del pianeta.

L’esame viene creato registrando la valutazione delle persone sulla loro vita su una scala che va da 0 a 10. Sette variabili spiegano le differenze nei punteggi annuali medi nazionali: il PIL reale pro capite, l’aspettativa di vita in buona salute, l’avere qualcuno su cui contare, la libertà percepita nel fare scelte di vita, la libertà dalla corruzione e la generosità.

Nel Rapporto del 2016 vediamo la Danimarca al primo posto, seguita da Svizzera, Islanda e Norvegia. Seguono poi Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Agli ultimi posti vi sono invece Afghanistan, Togo, Siria e Burundi.

E l’Italia? Cercando in mezzo ai dati, troviamo il nostro Paese esattamente al 50° posto. Pur facendo parte della fascia di Paesi più benestanti, la felicità comune dei cittadini italiani sembra essere decisamente bassa. Se non fosse per l’aspettativa di vita, particolarmente lunga, il nostro Paese si ritroverebbe ancora più in fondo nella classifica.

Ma quali sono gli indicatori che ci fanno scendere tanto in basso?

A quanto pare, quel che più grava sulla felicità collettiva è la poca libertà percepita nel fare scelte di vita, la generosità ed infine la corruzione, fattore che pesa più di tutti sulla felicità dei cittadini italiani. Di fronte a questi dati, però, non ci si stupisce più di tanto. Innumerevoli volte ci rendiamo conto della corruzione che pervade ogni ambito del nostro paese, più di ogni altro in quello giudiziario e politico.

Ma si può guarire da questa enorme piaga che affligge il nostro Paese? La risposta è sì, ed anche se ai nostri occhi può sembrare una guerra utopica contro un sistema fin troppo radicato nella storia italiana, ognuno di noi può fare la sua parte, impegnandosi a seguire una morale di giustizia e di etica che al giorno d’oggi sembra avere poco valore.

Solo con questa consapevolezza possiamo garantire alle nuove generazioni un futuro libero da questo cancro che ha danneggiato fin troppo questo splendido Paese.

Articolo scritto da Lucrezia Angela Volpato

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